Sicurezza, il governo rallenta: decreto rinviato, nodo Quirinale
Il vertice a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni ha fatto il punto sulle nuove misure.
“Piena condivisione e sintonia” nel governo sulla nuova stretta in materia di sicurezza. Ma il pacchetto messo a punto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dovrà attendere ancora prima di approdare in Consiglio dei ministri. Il vertice di ieri a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il titolare del Viminale, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, quello della Difesa Guido Crosetto e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha fatto il punto sulle nuove misure. Tutti d’accordo sulla direzione, ma non ancora sui tempi e sugli strumenti.
Resta da chiarire quali norme entreranno immediatamente in vigore con un decreto legge e quali invece seguiranno l’iter parlamentare più lungo di un disegno di legge. Sulla scia degli ultimi fatti di cronaca — da ultimo l’omicidio di Abanoub Youssef, ucciso all’interno di un istituto superiore di La Spezia con una coltellata dal compagno di classe Zouhair Atif — l’intenzione dell’esecutivo è far confluire nel decreto la stretta sulle armi da taglio e le norme sulla violenza giovanile. Misure che nelle bozze del 13 gennaio scorso, un decreto di 25 articoli e un disegno di legge di 40 articoli, erano previste nel ddl. Ma nulla è ancora definito.
Salvini ottimista, ma i tempi slittano ancora
Appare ottimistica la previsione di Salvini che pronostica un varo delle norme già la prossima settimana. L’iter e i tempi sono legati anche alle interlocuzioni del governo con il Quirinale, avviate alcuni giorni fa su alcune norme che avevano suscitato perplessità al Colle. In particolare quelle che insistono sul diritto a manifestare e sulla gestione dei migranti. “Non c’è ancora il decreto, come si fa a storcere il naso se non si sa che cosa si fa? Si preannuncia una stortura di naso? Non riesco a prevederlo”, replica il leader della Lega. “Io penso che siano norme assolutamente di buon senso, condivise e richieste dalle associazioni, dalle famiglie. Su cosa ci sarebbero perplessità?”.
Salvini insiste: “Nessuno storce il naso se prendiamo provvedimenti nei confronti di chi non rispetta la legge, anche per quello che riguarda i cosiddetti minori non accompagnati che oggi rimangono fino a 21 anni e spesso hanno 21 anni come me”. Il riferimento è alle nuove disposizioni sui minori stranieri non accompagnati. “Prevedere che chi commette un reato smetta di essere assistito e mantenuto a carico degli italiani penso che sia una norma di buon senso, quindi non penso che nessuno storcerà il naso”, aggiunge il vicepremier.
Il decreto slitta, Piantedosi cita i sondaggi favorevoli
A varare la nuova stretta, a neanche un anno dalla conversione in legge del decreto sicurezza del 2025, con ogni probabilità non sarà il prossimo Consiglio dei ministri bensì il successivo. Intanto il ministro Piantedosi si affida ai sondaggi per difendere l’operato del governo. “Sette italiani su dieci sono favorevoli alle nuove norme in materia di sicurezza che questo governo sta per varare”, osserva in un post su X. “Il dato, che emerge dall’ultimo sondaggio dell’Istituto Noto, va oltre i colori di partito e testimonia come la strada intrapresa, capace di offrire risposte concrete ai cittadini, sia ancora una volta quella giusta”. Resta da capire quando queste risposte arriveranno concretamente.
