“Alta” tensione al Consiglio Nato-Russia. Diplomazia a lavoro

“Alta” tensione al Consiglio Nato-Russia. Diplomazia a lavoro
12 gennaio 2022

La Russia ha rivolto agli Stati Uniti e alla Nato “proposte sul futuro della sicurezza in Europa che contravvengono ai principi dell’architettura di sicurezza europea”. E’ questa la prima valutazione dell’Alto rappresentante Ue per la Politica estera Josep Borrell, dopo i colloqui di Ginevra tra Mosca e Washington e mentre è in corso a Bruxelles il Consiglio Nato-Russia. Una riunione che il leader dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg ha definito “un’occasione opportuna di dialogo in un momento critico per la sicurezza europea”. Il tema, d’altra parte, è stato anche al centro della riunione informale dei ministri degli Esteri e della Difesa dell’Ue a Brest, in Francia, mentre dalla Russia il Cremlino ha ribadito stamane la sua posizione: “la situazione ha raggiunto un punto così critico in termini di sicurezza europea generale e in termini di interessi nazionali generali del nostro paese, che, sfortunatamente, non possiamo esitare ulteriormente e dobbiamo rispondere in modo specifico alle preoccupazioni espresse”, ha confermato il portavoce Dmitry Peskov.

Mentre dunque si moltiplicano le iniziative diplomatiche tra le parti coinvolte, la tensione resta “alta”. Per questo, ha sottolineato Stoltenberg introducendo il Consiglio Nato-Russia, “è ancora più importante sedersi attorno allo stesso tavolo e affrontare le preoccupazioni”. La Russia lo fa “non da una posizione di forza”, senza imporre “ultimatum” per volere del presidente, ha detto Peskov oggi, pur confermando una convinzione più che consolidata. “Qualsiasi allargamento della Nato preoccupa” Mosca, rappresenta “una minaccia” alla Federazione russa ed è pertanto da considerarsi inaccettabile. “La Nato non è un’istituzione per lo sviluppo. La Nato è uno strumento di scontro… È così che è stata realizzata e così si sviluppa, ed è così che esiste. E questo è un fatto assolutamente ovvio”.

Molto ferma, di contro, è stata la posizione espressa da Borrell, che chiede unità all’Europa e considera irricevibili le proposte russe, tanto più se “accompagnate da un potenziamento militare al confine con l’Ucraina e dall’aperta minaccia da parte della Russia di intraprendere azioni militari se queste richieste non saranno soddisfatte”. Secondo il capo della diplomazia europea, la Russia vuole “ritrarre l’Unione Europea come irrilevante” e “spingere per un disaccoppiamento strategico tra Stati Uniti ed Europa”. Inoltre, Mosca “chiede che si accetti una sua influenza decisiva su Ucraina e Bielorussia, per non parlare dell’Asia centrale”. Insomma, “ricostituire gli spalti geopolitici sovietici in Europa e tentare un disaccoppiamento tra Stati Uniti ed Europa potrebbero essere gli obiettivi strategici di Mosca”, secondo Borrell. E questi, ha ribadito per l’ennesima volta, “sono chiaramente inaccettabili”.

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Resta comunque la possibilità offerta dal negoziato, dalla diplomazia. Ed è stato lo stesso Alto rappresentante a spiegarne le ragioni. “Perché dovremmo ancora discuterne con Mosca? Perché non discutere non aiuta mai”, ha detto. E il primo compito dovrà essere quello di tornare ai principi generali dell’architettura di sicurezza cosi come previsto dalla Carta di Helsinki, dalla Carta di Parigi, dall’accordo Nato-Russia o dal documento di Vienna dell’Osce sulle misure di rafforzamento della fiducia. Bisognerà poi mettere a punto “un meccanismo più efficace di gestione delle crisi con la Russia”, un settore in cui l’Ue – secondo Borrell – ha una grande esperienza. “In buona fede, dovrebbe essere possibile compiere progressi in questo settore”, ha precisato. Infine, bisognerà pensare all’istituzione di meccanismi permanenti e operativi di prevenzione dei conflitti e a misure di rafforzamento della fiducia, in modo che la condotta di tutte le parti non venga interpretata erroneamente, in particolare per quanto riguarda le manovre militari.

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