Sinner domina Indian Wells e conquista il sesto Masters 1000 della sua carriera
L’altoatesino supera in due set il russo Medvedev in una finale tesa e combattuta, aggiudicandosi il primo titolo della stagione e portando a venticinque i trofei in carriera.
Jannik Sinner
Jannik Sinner ha vinto il suo primo Masters 1000 a Indian Wells, battendo Daniil Medvedev con il punteggio di 7-6(6) 7-6(4). Un’ora e 58 minuti di tennis ad altissima intensità, con pochi errori da entrambe le parti e i punti decisivi risolti quasi sempre dallo stesso giocatore.
È il sesto Masters 1000 in carriera per l’azzurro, il venticinquesimo trofeo complessivo, e il secondo consecutivo dopo Parigi. Il ranking parla chiaro: numero due al mondo, nove vittorie su sedici confronti con Medvedev, e una continuità di rendimento che in questo momento non ha eguali sul circuito.
Il dominio del numero due al mondo
La finale è rimasta in equilibrio per quasi due ore. Nessuno dei due set si è chiuso ai vantaggi o con break decisivi: entrambi sono andati al tie-break, e in entrambi Sinner ha saputo alzare il livello nel momento giusto. Il primo si è chiuso 8-6, il secondo 7-4. Nel secondo parziale, Sinner è andato sotto 0-4 nel tie-break: un momento delicato, potenzialmente il punto di svolta dell’intera partita. Non lo è stato.
L’azzurro ha recuperato, è passato in vantaggio e ha chiuso senza concedere altre chance all’avversario. Per Medvedev, quella mancata opportunità ha sancito la terza finale persa consecutiva a Indian Wells: aveva ceduto nel 2023 e nel 2024 ad Alcaraz, poi eliminato in semifinale dallo stesso russo in questa edizione. La storia del torneo, per il moscovita, si ripete con variazioni sempre dolorose.
I numeri di una stagione già straordinaria
Con il successo in California, Sinner consolida una sequenza che pochi tennisti riescono a costruire: due Masters 1000 nelle prime settimane di stagione, nessuna sconfitta pesante all’orizzonte, e un gioco che gli permette di battere chiunque in qualsiasi condizione.
Nei sedici confronti ufficiali con Medvedev, il bilancio è ora di 9-7 in favore dell’italiano. Non è un margine schiacciante, ma testimonia una progressione costante: il numero undici del mondo è un avversario ostico e intermittente, capace di soluzioni imprevedibili. Sinner lo ha neutralizzato con la stessa arma che usa da mesi: pochissimi errori non forzati, qualità elevata nei colpi vincenti, nessun calo di tensione.
Le parole del campione dopo il trionfo
A match concluso, Sinner non ha usato termini enfatici. “È stata una partita durissima, sono senza parole”, ha detto, prima di riconoscere il livello espresso dall’avversario: “È bello vedere Daniil giocare a questi livelli”.
Poi, sul momento più difficile della serata — il 0-4 nel tie-break — ha risposto con la sintesi di chi non ha bisogno di elaborare troppo: “Ho continuato a crederci, ho continuato a spingere e a cercare i miei colpi migliori”. Alla domanda sul possibile terzo set, la risposta è stata netta: “No, no, è stato meglio chiudere in due”. Una battuta che contiene, in forma compressa, tutto il carattere di questo campione.
