Cronaca

“Sono vecchia e stanca”: la nonna 97enne regina dei ricettatori

Caterina Iussi si lamentava nelle intercettazioni. Ma i carabinieri l’hanno scoperta: presidiava da casa il traffico di oro e gioielli rubati agli anziani. Quasi centenaria, con pensione sociale, riceveva i complici sulla porta e scambiava refurtiva con sacchetti di contanti. Arrestata con dieci figli, tutti della famiglia Lafleur. “Sono vecchia e stanca”, si lamentava nelle intercettazioni Caterina Iussi, la “nonna” per il gruppo di presunti truffatori di anziani milanesi finita agli arresti domiciliari.

Eppure, a dispetto dei suoi 97 anni compiuti tra poche ore, gli arrestati dai carabinieri l’avrebbero considerata il perno del loro sistema di furti e riciclaggio. A testimoniarlo, più ancora che le conversazioni trascritte dagli investigatori, ci sono numerose fotografie disseminate nelle quasi 600 pagine di ordinanza cautelare. Le immagini raffigurano spesso la “nonna” di origini sinti sulla porta di casa, seduta su una seggiola o comunque pronta, discreta e accogliente per chi si presentava sull’uscio.

Gente che andava e veniva, secondo gli inquirenti, a portare alla quasi centenaria con la pensione sociale oro e preziosi per poi uscirne con sacchetti di denaro. Un viavai continuo, documentato dai pedinamenti e dalle intercettazioni che hanno portato all’operazione dei carabinieri. La vecchia signora, formalmente incensurata, gestiva dalla sua abitazione di via Muggiano un’attività di ricettazione che coinvolgeva l’intera famiglia.

Il ruolo centrale della matriarca nel clan familiare

“La Iussi d’altronde”, chiosa il giudice per le indagini preliminari, “è la madre dei dieci fratelli Lafleur da tempo dediti ai reati contro il patrimonio e dimora stabilmente in via Muggiano dove ha una casa indipendente. Uscendo raramente, in caso di assenza della figlia Monica Lafleur, è lei a presidiare l’area. Si occupa delle loro vicissitudini giudiziarie ed è informata delle attività criminali in corso”.

Caterina Iussi, che “si vanta di essere formalmente incensurata ma ricorda a tutti il suo passato criminale e la sua perdurante abilità negli affari”, partecipa alle riunioni di famiglia. Ammonisce sulla necessità di stare attenti quando percepisce che indagano su di loro e si duole per il coinvolgimento dei figli. “Così mi hanno arrestato la mia Maria, la mia Monica. Le hanno trovato la ‘kova na’”, letteralmente la refurtiva, “e l’hanno portata via di casa”, si sfoga in un’intercettazione.

L’incontro con i carabinieri e la chiave nel frigo

Una volta parla anche coi “Maluri”, i carabinieri. “Gli ho chiesto se avessero rotto la porta, mi hanno risposto che avevano trovato la chiave nel frigo”, racconta con un misto di rassegnazione e ironia. Ma quanto alla stanchezza di cui si lamentava, gli investigatori non l’hanno mai percepita in questi anni di pedinamenti e intercettazioni. Al contrario: la vecchia signora mostrava una lucidità e un’efficienza sorprendenti nella gestione degli affari illeciti.

“È dunque evidente che il primo luglio 2023 Mirko Papaleo ha consegnato l’oro di provenienza furtiva alla Iussi, ottenendo in cambio il denaro che poi ha spartito col correo Claudio Narciso”, scrivono gli inquirenti. “L’episodio conferma la piena autonomia dell’anziana donna che, a dispetto dell’età avanzata, gestisce l’attività di ricettazione senza nessuna difficoltà e in piena autonomia, anche stimando e determinando il valore di quanto ricevuto”. Non si limitava a fare da tramite: valutava personalmente l’oro, fissava i prezzi, consegnava il denaro.

Non tutto è un idillio in famiglia, tanto che uno degli indagati confida a Monica che “la nonna è gelosa di me perché vuole essere la numero uno”. Anche a 97 anni, la matriarca non intende cedere il comando. La sua casa resta il centro operativo del clan, il luogo dove confluisce la refurtiva e da cui parte il denaro. Un’organizzazione che ha retto per anni, fino all’operazione dei carabinieri che ha portato agli arresti domiciliari la quasi centenaria e i suoi dieci figli Lafleur.

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Redazione