Simone Sozza
Sarà Simone Sozza a dirigere Roma-Juventus, in programma domenica 1 marzo all’Olimpico con fischio d’inizio alle 20.45. La scelta dell’organo di designazione è netta: al fischietto della sezione di Seregno il confronto più atteso della ventisettesima giornata di Serie A, quello che sulla carta pesa di più in chiave di classifica e di pressione mediatica. Sociale, tecnica, politica: ogni partita tra le due squadre porta con sé un carico specifico. Sozza è considerato, nell’attuale generazione di direttori di gara, tra i profili più solidi per reggere quel peso.
Il resto del turno si distribuisce con ordine. Massa dirige Cremonese-Milan domenica alle 12.30; Fabbri guida Inter-Genoa sabato sera; Colombo è il prescelto per Verona-Napoli nel pomeriggio del sabato. Abisso presiede il derby Torino-Lazio, Marchetti sorveglia Sassuolo-Atalanta, Pairetto chiude il turno lunedì sera in Udinese-Fiorentina. La distribuzione dei nomi non registra anomalie di rilievo nel massimo campionato. La Serie A, almeno nelle carte, appare in ordine.
Il vero peso delle decisioni arbitrali si misura spesso nella cadetteria, dove le polemiche si sedimentano più lentamente ma con maggiore tenacia. Due designazioni, in particolare, meritano attenzione.
La prima riguarda Francesco La Penna, arbitro della sezione di Roma 1, chiamato a dirigere Sudtirol-Venezia. Il suo rientro avviene dopo un turno di sospensione cautelare, conseguenza diretta delle polemiche esplose al termine del cosiddetto derby d’Italia. La pausa è stata breve. Abbastanza breve da suscitare interrogativi: un solo turno di stop basta a ristabilire la necessaria serenità operativa? La risposta dell’organo di designazione è, nei fatti, affermativa.
La seconda designazione degna di nota è quella di Piccinini, impiegato come quarto uomo in Spezia-Reggiana. Il suo caso è, se possibile, ancora più indicativo. Nonostante le forti contestazioni sorte in occasione di Milan-Parma — dove gli episodi del gol di Troilo, preceduto dal blocco di Valenti su Maignan, e di un rigore non concesso a Loftus-Cheek avevano alimentato ore di polemica — nessuna misura è stata presa nei suoi confronti. Piccinini non si ferma. Retrocede, semmai, al ruolo marginale di quarto uomo. Una scelta che suona come una risposta silenziosa alle critiche, senza tuttavia offrire spiegazioni di sorta.
Al contrario, Daniel Chiffi è stato sospeso dopo la direzione di Atalanta-Napoli. Le ragioni del provvedimento non sono state rese esplicite, come di consueto in questi casi. Ma la decisione, letta in parallelo con la mancata sanzione a Piccinini, restituisce l’immagine di un sistema che applica i propri criteri con discrezionalità difficile da decifrare dall’esterno.
È proprio questa opacità a nutrire, tornata dopo tornata, la sfiducia nei confronti dell’apparato arbitrale italiano. Non la singola svista, non l’errore tecnico isolato — elementi fisiologici in qualunque disciplina sportiva — bensì l’impossibilità di comprendere secondo quale logica vengano comminati o risparmiati i provvedimenti disciplinari. Finché quella logica resterà patrimonio esclusivo di chi decide, il dibattito non potrà che restare aperto. E irrisolto.