Spataro: Salvini rischia danni a indagini. Ministro: pensi prima di parlare

4 dicembre 2018

E’ scontro aperto tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il procuratore della Repubblica di Torino Armando Spataro dopo che il magistrato aveva duramente criticato un tweet del titolare del Viminale nel quale si dava conto di una operazione ancora in corso di svolgimento con una ‘fuga di notizie’. La replica del ministro dell’Interno non si è fatta attendere ed è arrivata con parole altrettanto nette: “Basta parole a sproposito – ha detto in modo Salvini -. Inaccettabile dire che il ministro dell`Interno possa danneggiare indagini e compromettere arresti. Qualcuno farebbe meglio a pensare prima di aprire bocca. Se il procuratore capo a Torino è stanco, si ritiri dal lavoro: a Spataro auguro un futuro serenissimo da pensionato”. Ma il ministro dell’Interno non si è fermato qui e nelal stessa nota fa sapere di essere stato informato dal Capo della polizia Franco Gabrielli. “Se il capo della Polizia mi scrive alle 7:22 – dice Salvini – informandomi di operazioni contro mafia e criminalità organizzata, come fa regolarmente, un minuto dopo mi sento libero e onorato di ringraziare e fare i complimenti alle forze dell`ordine”.

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In effetti, come ricostruito da Askanews, ogni mattina dal Capo Dipartimento della Pubblica sicurezza – come da prassi – arrivano sul tavolo del ministro dell’Interno le informazioni sulle attività concluse e in corso incluse quelle ‘riservate’. E’ scelta del ministro decidere poi l’uso da farne sul piano della comunicazione esterna. Ed è proprio su questa comunicazione che si sono levate le critiche del Procuratore di Torino. In particolare sul tweet tweet del ministro dell’Interno (ore 8.57) nel quale Salvini ringrazia le forze dell`ordine per vari arresti in diverse zone d’Italia citando, tra l’altro, “15 mafiosi nigeriani arrestati a Torino dalla Polizia”. Spataro osserva che “al di là delle modalità di diffusione, la notizia in questione è intervenuta mentre l’operazione era (ed è) ancora in corso con conseguenti rischi di danni al buon esito della stessa; la polizia giudiziaria non ha fermato ’15 mafiosi nigeriani’ ma sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa, su richiesta della Dda di questo Ufficio, dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Torino. Il provvedimento restrittivo non prevede per tutti gli indagati la contestazione della violazione dell’art. 416 bis c.p.; coloro nei cui confronti il provvedimento è stato eseguito non sono 15 e le ricerche di coloro che non sono stati arrestati è ancora in corso”.

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Per il procuratore, insomma, “la diffusione della notizia contraddice prassi e direttive vigenti nel Circondario di Torino secondo cui gli organi di polizia giudiziaria che vi operano concordano contenuti, modalità e tempi della diffusione della notizie di interesse pubblico, allo scopo di fornire informazioni ispirate a criteri di sobrietà e di rispetto dei diritti e delle garanzie spettanti agli indagati per qualsiasi reato”. Spataro conclude augurandosi che “il ministro dell’Interno eviti comunicazioni simili a quella sopra richiamata o voglia quanto meno informarsi sulla relativa tempistica al fine di evitare rischi di danni alle indagini in corso, così rispettando le prerogative dei titolari dell’azione penale in ordine alla diffusione delle relative notizie”. Il tweet del ministro oggetto della querelle, in realtà, è stato preceduto cronologicamente da una nota dello stesso Viminale delle ore 7:43 di questa mattina nella quale si legge “49 mafiosi, colpevoli di estorsioni, incendi e aggressioni, sono stati arrestati poche ore fa dai Carabinieri in provincia di Palermo. Le buone notizie non finiscono qui. Altri 15 mafiosi nigeriani sono stati arrestati a Torino dall Polizia, che poi ha ammanettato altri 8 spacciatori (titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari e clandestini) a Bolzano.”

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