Politica

La Sicilia “campa” con i soldi dell’Europa. E stabilizza oltre 20 mila precari. Resais verso ente pubblico

“Non ci si puo’ aspettare che dentro il bilancio regionale, che basta solo per pagare gli stipendi, si trovino risorse per lo sviluppo. Non possiamo non pagare le pensioni, i comuni e la quota del fondo sanitario”. Eloquente l’assessore all’Economia Alessandro Baccei, tenuno conto che ancora una volta il governo Crocetta non stanzia fondi per un concreto sviluppo della Sicilia. Per il titolare dell’Economia “i fondi per lo sviluppo sono nel Fesr, nel Psr, nelle altre misure che vengono dal cofinanziamento della spesa europea e dai fondi extraregionali”. In cifre, “circa 20 miliardi destinati allo sviluppo, un miliardo e ottocento milioni l’anno che la Sicilia potra’ utilizzare per investimenti, pertanto la polemica sui fondi assenti nel bilancio mi sembra inutile”.

PRECARI Intanto, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato ieri sera la norma per la stabilizzazione degli oltre 20 mila precari siciliani (16 mila degli enti locali, 5 mila Asu, 1.500 precari delle Aziende sanitarie, altri 500 dipendenti a tempo della Regione e 3.200 ex Pip) per almeno due anni. Un provvedimento che sa di propaganda, tenuto conto che la fine naturale della legislatura è il prossimo ottobre. Tranne anticipi legati pure con Roma. L’Ars ha approvato anche l’esercizio provvisorio fino a febbraio. La norma prevede anche che, in deroga al blocco delle assunzioni, se tra il personale ”con contratto di lavoro subordinato non siano presenti figure professionali necessarie all’espletamento delle funzioni e dei servizi istituzionali, le amministrazioni interessate possono instaurare rapporti di lavoro flessibile a patto che non vi sia un aumento dei costi”. “La stabilizzazione dei precari è legge, è il nostro augurio di fine anno per tutta la fascia del precariato”, dice in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta.

LA NORMA Tutti i precari, gli Rmi, ex pip, Asu vengono prorogati e soprattutto nei confronti di queste ultime categorie viene riconosciuto il diritto alle ferie, alla malattia, alla maternità che fino ad oggi non era stato riconosciuto. E’ una grande pagina di dignità, che abbiamo voluto dare a tutti i lavoratori precari della Sicilia. Adesso – conclude il presidente – pensiamo ai disoccupati”. E’ invece molto critico il Movimento 5 Stelle all’Ars sulla legge “che – dice – viene spacciata come la panacea di tutti i mali, ma che in effetti è l’ennesima presa in giro per migliaia di lavoratori”. “Una legge vuota – sostiene il M5s – a forte rischio impugnativa, che mira solo a prendere tempo, nella speranza che dal parlamento nazionale arrivi la ciambella di salvataggio col Milleproroghe e che comunque non risolve assolutamente il problema del precariato”.

LE REAZIONI “E’ un testo – dicono i deputati 5stelle – che presenta innumerevoli profili di incostituzionalità, che assicura solo la continuità lavorativa, ma che non stabilizza assolutamente nessuno, come i partiti vogliono far credere per ovvie ragioni elettorali. Non abbiamo voluto votare contro per rispetto di tanta gente che guardava a sala d’Ercole con grandissime aspettative, ma non potevamo, però, avallare queste manovre da bassa e vecchia politica. Per questo ci siamo astenuti”. Il deputato regionale Paolo Ruggirello (Pd) dice che ”l’approvazione della norma precari, dopo circa 30 anni di incertezze, rappresenta un risultato importante per l’assemblea regionale, perché significa il completamento di un faticoso anno di lavoro, per costruire una struttura in grado di affrontare i diversi problemi”. Vincenzo Vinciullo, presidente della commissione Bilancio dell’Ars dice: ”Sento la necessità di ringraziare tutti i componenti della I, II e V commissione che con grande competenza capacità e velocità hanno espresso il loro voto favorevole che ha consentito di portare in Aula il Ddl e farlo approvare con la stessa velocità. Un testo storico che rappresenta una risposta certa e concreta ai legittimi interessi dei lavoratori precari della Regione e degli Enti locali”. Infine, Crocetta annuncia: “Stiamo studiando la possibilità di trasformare la Resais in ente pubblico, questa è l’ intenzione del governo, l’ ipotesi sarà discussa nei prossimi mesi”.

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