Stamina, metodo pericoloso senza validità scientifica

“Non può annettersi alcuna validità scientifica” al metodo Stamina: lo ha sottolineato la Corte di Cassazione nel respingere le richieste di dissequestro dei materiali per le infusioni, previste dal metodo ideato dal “guru” Davide Vannoni, presso gli Spedali Civili di Brescia. Secondo i giudici della Suprema Corte, nelle motivazioni a tre diversi provvedimenti con cui hanno respinto altrettanti ricorsi, sono emersi “una serie di rischi” per quanto concerne le “attività di estrazione e re-inoculazione delle cellule staminali poste in essere fuori dalle dovute precauzioni e al di fuori delle procedure richieste dalla legge”. Per i giudici il trattamento Stamina costituisce “medicinale tecnicamente imperfetto e somministrato in modo potenzialmente pericoloso per la salute pubblica”.

Per la Sesta sezione penale della Suprema Corte, che ha respinto i ricorsi contro il sequestro da parte di Vannoni e dei parenti di alcuni familiari malati, “risulta abbondantemente dagli accertamenti in fatto e dall’acquisizione dei numerosi pareri tecnici sia dei consulenti del pm sia di personalità scientifiche, pareri per nulla inficiati dalle affermazioni di efficacia, che il cosiddetto trattamento Stamina costituisca un medicinale tecnicamente imperfetto e somministrato in modo potenzialmente pericoloso per la salute pubblica”. I giudici hanno però affermato che, in base all’articolo 51 del codice penale, i medici che “in adempimento del dovere di dare esecuzione alla pronuncia del giudice civile” hanno somministrato la cura Stamina sono scriminati. Non avranno conseguenze penali nel caso in cui le infusioni si rivelino “pregiudizievoli per la salute del paziente”.

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