Strage di Viareggio, sette anni di condanna per Mauro Moretti. La difesa: “Sentenza populista”

Strage di Viareggio, sette anni di condanna per Mauro Moretti. La difesa: “Sentenza populista”
31 gennaio 2017

Ci vorranno fino a 90 giorni per conoscere le motivazioni della sentenza, ma appare chiaro dalle condanne in primo grado che, secondo i giudici del Tribunale di Lucca, a provocare la strage ferroviaria di Viareggio fu un concorso di cause. Da una parte, le condizioni dell’assile che si spezzò all’ingresso del nodo della stazione viareggina e, dall’altra, la gestione del traffico merci e, in particolare, delle sostanze pericolose. E così, a nello scatenare l’inferno quel 29 giugno 2009, secondo Procura e ora secondo i giudici, fu determinante la velocità a cui viaggiava il treno, lungo circa 270 metri, carico di gpl. La prima cisterna, subito dopo la locomotiva, strusciando per terra si squarciò e ne uscì il gas altamente infiammabile che, pochi minuti dopo le 23.48 prese fuoco. 32 i morti, molti dei quali dopo un’agonia di chi di 5 giorni, chi di 40, tutti con la sola “colpa” di trovarsi nelle abitazioni prossime alla stazione di Viareggio, o di passare lì vicino.

APPELLO A FIRENZE “Non è una vittoria, qui non c’è niente da vincere”, ha detto Daniela Rombi, madre di Emanuela, “però la sentenza è un bellissimo segnale contro un sistema che noi abbiamo sempre denunciato come marcio”. Le condanne, per ora, in attesa dell’appello da tenersi a Firenze, mettono insieme vertici o ex vertici di Ferrovie, di Gatx (proprietaria del carro esploso) e di Jugenthal, la ditta che nel novembre 2008 revisionò per l’ultima volta il convoglio. “Ricordiamo -ha detto Riccardo Antonini, ferroviere a sostegno dei familiari delle vittime- che il treno viaggiava a 90 Km l’ora, nella norma quindi per quella notte, ma il limite fu abbassato per Viareggio a 50 Km/h pochi giorni dopo la strage. Un’ammissione implicita di colpa”. Mauro Moretti (foto), per la decisione assunte quando era amministratore delegato di Rfi, quindi prima dell’epoca della strage, è stato condannato a sette anni.

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23 CONDANNATI Sette anni di condanna anche a Michele Mario Elia, ex Ad di Rfi e 7 anni e 6 mesi per Vincenzo Soprano ad di Trenitalia e di Fs Logistica. Ventitrè i condannati in tutto, con le pene più alte per Rainer Kogelheide, Ad di Gatx Rail Germania, e Peter Linowski (nove anni e sei mesi), Johannes Mansbarth, Ad di Gatx Rail Austria, Roman Mayer di Gatx Rail Austria, e Uwe Konnecke, responsabile officine Jugenthal, a nove anni. “Una sentenza che trasuda populismo”, ha tagliato corto l’avvocato Armando D’Apote, in difesa di Moretti. E anche i legali di Gatx tuonano contro “le prove contrarie ai giudici” e sono già pronti al ricorso. Ma su tutta la vicenda giudiziaria aleggia lo spettro della prescrizione. Per scongiurarla, è necessario “completare la riforma della giustizia penale, per superare completamente la ex-Cirielli e la possibilità che un reato condannato in primo grado sia prescritto nei gradi successivi”.come ha detto la presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio, Donatella Ferranti.

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