Stretta sulle pubblicazione intercettazioni, via dai verbali i dati di chi non è indagato

Stretta sulle pubblicazione intercettazioni, via dai verbali i dati di chi non è indagato
11 gennaio 2024

Il panorama giuridico è destinato a subire un’ulteriore trasformazione con il dibattito sul disegno di legge sulla giustizia. Un emendamento del senatore forzista Pierantonio Zanettin ha sollevato interrogativi sulla pubblicazione delle intercettazioni, introducendo una nuova restrizione riguardante la divulgazione di informazioni relative a terzi non indagati. L’emendamento propone una riformulazione del codice di procedura penale, richiedendo che i pubblici ministeri evitino di riportare nei verbali circostanze che “consentono di identificare soggetti diversi dalle parti”.

Sebbene il testo originario fosse più tassativo, affermando che “sono, in ogni caso, esclusi i nominativi di persone estranee alle indagini alle quali è garantito l’anonimato”, la versione attuale è stata modificata dal governo, ottenendo l’approvazione con i voti della maggioranza e di Italia Viva. Il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha sostenuto che questa norma rappresenta un ulteriore passo per rafforzare l’applicazione del principio di presunzione di non colpevolezza. Tuttavia, il capogruppo Pd Alfredo Bazoli è critico, sottolineando che parte delle intercettazioni legittime potrebbe essere nascosta all’opinione pubblica, mettendo in discussione il principio di pubblicità del processo, “sacrosanto in uno stato liberale”. 

Da parte di Forza Italia, il capogruppo Maurizio Gasparri esulta, affermando che questa normativa porrebbe fine alla pratica “barbara” di rendere pubblici i nomi di persone estranee alle indagini. La presidente della commissione Giulia Bongiorno, promotrice di un’ampia istruttoria sul tema delle intercettazioni, difende la normativa come un mezzo per tutelare terzi soggetti non coinvolti nelle indagini. La commissione prosegue il suo esame degli emendamenti, con circa quaranta proposte ancora in sospeso. Tra gli argomenti da affrontare, c’è un emendamento di Zanettin sulle intercettazioni delle conversazioni tra difensore e indagato. Secondo questo emendamento, l’acquisizione di comunicazioni tra imputato e difensore sarà vietata, salvo fondati motivi per ritenere che siano rilevanti al reato.

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Il testo originario includeva la “distruzione” delle intercettazioni, ma è stata riformulata per escludere questa disposizione. Nel frattempo, un altro fronte si apre sulla riforma della giustizia, con la commissione chiamata a esprimere il parere sui decreti attuativi della riforma Cartabia. Il senatore Zanettin ripropone il tema dei test psicoattitudinali per i magistrati, suscitando nuovi dibattiti sul rapporto tra politica e magistratura. La presidente Bongiorno si dichiara favorevole a tali test, mentre resta da vedere la posizione di Fratelli d’Italia. Il dibattito sulla giustizia si intensifica, sollevando importanti questioni riguardo alla trasparenza del processo e alla bilanciata tutela dei diritti delle parti coinvolte. La commissione si prepara a votare sugli emendamenti, con la speranza di concludere l’esame del ddl Nordio entro la prossima settimana.

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