Superbonus: blitz di FdI, passa l’emendamento del governo

Superbonus: blitz di FdI, passa l’emendamento del governo
Matteo Renzi
15 maggio 2024

Fratelli d’Italia ha tentato un blitz in commissione per aumentare i numeri a favore della maggioranza, cercando di blindare il voto sul decreto superbonus. Questa mossa a sorpresa è stata dettata dalla necessità di contrastare la posizione di Forza Italia, che si opponeva alla nuova stretta voluta dal MEF. Tuttavia, alla fine della giornata, l’intervento si è rivelato superfluo grazie all’inaspettato supporto di Italia Viva, che ha votato a favore dell’emendamento governativo. Spiazzata dall’alleanza inaspettata, Forza Italia ha preferito astenersi piuttosto che opporsi, mantenendo comunque la propria contrarietà alla retroattività della misura. Nonostante ciò, dal MEF la linea rimane ferma: è essenziale porre fine alla crescente spesa legata alle agevolazioni del superbonus. Alla fine, si giunge a una mediazione.

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, è stato presente in commissione per quasi tutta la giornata, contribuendo alla ricomposizione dei numeri e all’accordo sulla sugar tax, rinviata a luglio 2025. La giornata, caratterizzata da alta tensione, si è consumata al Senato, dove i lavori sono iniziati di buon mattino e si sono protratti fino a sera, in attesa dei pareri del MEF sui subemendamenti alle modifiche proposte dal governo. L’attesa ha messo in stallo le proposte di Forza Italia, che si opponeva alla retroattività dello spalma-detrazioni e all’introduzione della sugar tax prevista dall’emendamento governativo. Il pressing degli azzurri, dopo un weekend di scontri tra Tajani e Giorgetti, rimaneva alto. “Se non sarà modificato il decreto, voteremo contro”, aveva avvertito il segretario azzurro. “Se si trovano soluzioni positive, sono sempre pronto ai compromessi. I nostri senatori sono pronti a confrontarsi da stamattina”. E infatti, Lotito era schierato: seguiva la linea politica del segretario.

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Giorgetti, però, non abbassava la guardia. Da Milano, paragonava il superbonus a una “droga economica” da cui è necessario disintossicarsi. “La disintossicazione purtroppo è dolorosa, ma qualcuno deve farla, tenendo conto che chi ne trae vantaggi non è d’accordo”. Inoltre, ricordava che “nei prossimi quattro anni avremo un impatto di circa 30 miliardi ogni anno”. Nel frattempo, Fratelli d’Italia decideva di cooptare un nuovo senatore in commissione per blindare il voto della maggioranza. Salvatore Sallemi, dalla commissione Giustizia, veniva annunciato dal capogruppo Lucio Malan in una lettera al presidente del Senato. Le opposizioni insorgevano, definendo la mossa una “forzatura”. Il presidente Ignazio La Russa annunciava la modifica in Aula, ma specificava che la nuova composizione sarebbe entrata in vigore solo dopo 24 ore.

A conti fatti, i numeri risultavano più favorevoli alla maggioranza, anche se non completamente blindati. Forza Italia, presente con un solo senatore, Claudio Lotito, avrebbe comunque mantenuto un ruolo chiave nella nuova composizione a 20 membri. Per quel giorno, però, si procedeva con 19 membri. In assenza di Lotito e Patton (Autonomie), la maggioranza riusciva a procedere anche con il voto del presidente, il leghista Massimo Garavaglia, che per prassi non vota. Alla fine, l’aiuto arrivava proprio da Patton: in serata, quando restavano solo gli emendamenti del governo e del relatore, il senatore non era più in commissione. Inoltre, si trovava l’accordo sullo slittamento della sugar tax al luglio 2025. Le risorse, circa 139 milioni, erano disponibili per coprire un altro anno di slittamento. L’emendamento governativo l’avrebbe fatta scattare da luglio. Su questo punto, Forza Italia portava a casa un successo: “È una nostra vittoria”, commentava il capogruppo di FI al Senato, Maurizio Gasparri. Il tutto veniva poi blindato a favore del governo grazie al sostegno del partito di Renzi.

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