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Tajani rilancia: “Il 10% non basta, pronti ad aprire ai liberali”

Forza Italia rilancia la sua strategia espansiva. Il segretario Antonio Tajani, dal palco dell’evento milanese del partito al Teatro Manzoni, ha dichiarato senza mezzi termini: “Dobbiamo allargare i confini, occupare spazi oggi liberi, costruire una forza che sia il centro della vita politica italiana”. L’obiettivo è chiaro: superare la soglia del 10% per diventare determinanti nelle scelte di governo, aprendo il dialogo con liberali, elettorato democristiano e socialista in cerca di riferimenti. E sullo sfondo, la presenza di Carlo Calenda alimenta le speculazioni su possibili convergenze.

“Il centrosinistra è morto”

“Forza Italia al governo ha fatto molto, ma potremo fare ancora di più se allargheremo i confini e saremo più forti nella coalizione, andando ad occupare spazi oggi liberi”, ha affermato Tajani. Il leader azzurro non risparmia critiche all’opposizione: “Il centrosinistra è morto, c’è solo la sinistra: Pd, M5s, Avs dicono le stesse cose, si inseguono l’uno con l’altro”. Una sinistra che Tajani definisce senza sfumature, monolitica, incapace di offrire un’alternativa moderata. Per questo Forza Italia vuole riempire quello spazio politico rimasto scoperto, rivolgendosi a un elettorato che non si riconosce negli estremismi.

“Il 10% non basta, anche per essere determinanti nelle scelte di politica economica. Ecco perché vogliamo aprire il dialogo con forze liberali, recuperare quell’elettorato democristiano e socialista in cerca di un punto di riferimento”, ha insistito il segretario. Un messaggio che non è passato inosservato, soprattutto alla luce della presenza di Carlo Calenda all’evento. Paolo Berlusconi, fratello del Cavaliere, ha commentato l’ipotesi di un ingresso del leader di Azione: “Calenda è un ottimo politico, speriamo faccia parte anche lui della coalizione”.

Paolo Berlusconi benedice l’apertura liberale

Paolo Berlusconi ha espresso pieno sostegno alla linea del segretario: “Sono d’accordo con la condivisione di Antonio Tajani, a cui dobbiamo sempre dire grazie perché ha ricevuto il testimone da Silvio in modo umile ed efficiente”. Il fratello del fondatore di Forza Italia ha ricordato anche l’endorsement di Marina e Piersilvio per “una spinta sempre più liberale” del partito. “L’arricchimento di persone in questo grande lavoro che Forza Italia deve fare all’interno di un governo per consolidare la sua posizione centrista credo sia utile”, ha aggiunto Paolo Berlusconi, che ha concluso citando l’ultimo messaggio del Cavaliere: “Forza Italia è il partito dell’amore e del cuore per i nostri figli, per i nipoti, per tutti. Chi sposa questo è ben accetto”.

La strategia di apertura trova conferma nelle parole di Stefano Benigni, vicesegretario nazionale. “La presenza oggi di Carlo Calenda dimostra che vogliamo aprirci anche a tutte quelle forze politiche che, pur essendo al di fuori del perimetro della maggioranza, condividono i nostri valori per dare più forza alle nostre idee”, ha spiegato Benigni. Il dirigente azzurro ha poi rilanciato su Milano: “Purtroppo è rimasta ingessata dopo 15 anni di malgoverno di sinistra e noi vogliamo riconquistarla. Una sfida che potrebbe essere anche un laboratorio politico da estendere a livello nazionale”.

Centrodestra unito ma “sempre più centro e meno destra”

Benigni ha anche risposto a chi accusa Forza Italia di strizzare l’occhio alla sinistra: “Rimaniamo convintamente dentro il centrodestra perché ne siamo parte integrante. È stato creato dal presidente Silvio Berlusconi oltre 30 anni fa, ma vogliamo fare in modo che sia sempre più centro e meno destra”. Un messaggio netto, che punta a rivendicare l’identità moderata del partito senza mettere in discussione la collocazione nella coalizione di governo. “Tra un anno gli italiani saranno chiamati a scegliere se sostenere l’accozzaglia elettorale di Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli o se continuare a dare fiducia al governo di centrodestra”, ha proseguito il vicesegretario.

Per evitare che “la peggiore sinistra di sempre, quella populista e giustizialista” vada al governo, Benigni ha lanciato un appello: “Credo che sia arrivato il momento di unire tutte le forze popolari, liberali, riformiste, e sfidare insieme quel cartello elettorale che si propone dall’altra parte”. E a Calenda ha rivolto un invito esplicito: “Rifletta seriamente, perché sarà chiamato a decidere da che parte stare”.

Il bilancio di Gasparri

Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, ha tracciato un bilancio positivo delle tre tappe dell’evento azzurro. “Tre giorni di grande successo a Napoli, Roma, Milano per Forza Italia e per Antonio Tajani. Con enorme partecipazione, anche di tanti giovani, abbiamo ricordato la grande sfida di Silvio Berlusconi, abbiamo ribadito le nostre proposte per il futuro e confermato il ruolo perenne e decisivo del centrodestra unito e coeso”, ha dichiarato Gasparri. Il senatore ha sottolineato i numeri della crescita: “250mila iscritti, nuove adesioni qualificate, menti creative e braccia sempre operose”.

Sul confronto con Calenda, Gasparri ha precisato: “Fu già nostro ospite a settembre nell’incontro dei giovani di Forza Italia ed è abituale interlocutore sui temi della giustizia e dell’economia, pur non guardando all’ingresso nel centrodestra, ma lontanissimo da una sinistra sempre più estremista. Questo dialogo dura da tempo ed è una precisa volontà di Tajani e di tutti noi”. Il capogruppo ha rivendicato l’attivismo del partito: “Forza Italia è attivissima nel governo, nel parlamento e nel paese. Porterà avanti valori liberali e di cambiamento, nel nome del berlusconismo e dei valori del popolarismo italiano ed europeo”.

Il congresso confermerà Tajani

Gasparri ha concluso con uno sguardo al futuro: “Anche il prossimo congresso nazionale ribadirà contenuti e responsabilità, senza frazionismi e personalismi. Tajani è il saldo riferimento di una azione quotidiana e generosa”. Un messaggio che punta a blindare la leadership del segretario e a rafforzare l’immagine di un partito coeso, capace di dialogare con forze esterne senza perdere la propria identità. La sfida è ambiziosa: trasformare Forza Italia da componente del centrodestra a perno centrale della politica italiana, attirando consensi oltre i confini tradizionali della coalizione.

Pubblicato da
Giuseppe Novelli