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Tarantola fritta? Una prelibatezza che rischia di scomparire

La tarantola fritta con aglio, piatto tipico cambogiano ritenuto una squisitezza, rischia di scomparire a causa della deforestazione e della caccia non regolamentata nel paese asiatico. “Sono deliziose da mangiare, mi piacciono perché ho sentito dire dagli anziani che le tarantole hanno proprietà mediche per curare alcune malattie”, spiega questa turista cambogiana. E farsi una foto mentre si mangiano questi grandi ragni fritti, il cui sapore assomiglia a quello del granchio, è diventato un must per i turisti che fanno tappa a Skun, città centrale della Cambogia, soprannominata “Spidercity” per il suo grande mercato di insetti da mangiare. “Mi rende un po’ schizzinosa, perché non è proprio quello che mangerei a casa – aggiunge questa turista australiana – tuttavia siamo qui e quindi è il momento di provarle”.

Tanto più, che la prelibatezza cambogiana potrebbe presto scomparire. La maggior parte dei clienti del mercato locale sono residenti che vengono a fare scorte di quello che loro chiamano “aping”, ormai sempre più costoso. Una venditrice di tarantole, Chea Voeun, spiega: “Sono famosi in tutto il mondo, sono gli insetti numero uno perché hanno proprietà mediche e sono deliziosi”, dice la donna, che vende tarantole da oltre vent’anni. “Scompariranno, siamo preoccupati – aggiunge la collega Lou Srey Sros – Quando le foreste non ci saranno più, anche questi insetti se ne saranno andati. Quando scompariranno le grandi foreste, questi ragni non esisteranno più. Vivono sottoterra, ma quando la gente ripulisce le foreste per piantare alberi di anarcardi, allora se ne vanno”. I venditori di tarantole attualmente si affidano a dei mediatori per procurarsi i grandi ragni, i quali vanno a raccoglierli in province lontane. Questo è il motivo per cui il loro prezzo è decuplicato negli ultimi dieci anni.

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