Giorgia Meloni ha annunciato l’introduzione delle targhe personalizzate durante la presentazione della manovra: scegliere la combinazione di lettere e numeri della propria automobile costerà 600 euro, mentre per le moto la tariffa sarà di 360 euro. La novità, prevista dal nuovo Codice della strada, rende finalmente applicabile una misura già contemplata dalla legge ma rimasta finora senza le norme necessarie.
La presidente del Consiglio ha presentato la novità come un’opzione aggiuntiva per gli automobilisti, precisando che chi vorrà usufruirne dovrà sostenere un costo. “Una nota che si potrebbe definire di colore: introduciamo la possibilità per chi se ne vorrà avvalere di avere delle targhe personalizzate. Cioè ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo”, ha dichiarato.
Le tariffe per auto e moto
Per le automobili, che richiedono una targa anteriore e una posteriore, il prezzo complessivo sarà di 600 euro. La tariffa base ammonta a 500 euro, ai quali si aggiunge una maggiorazione del 20%, pari a 100 euro, destinata al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Per le motociclette, dotate di una sola targa posteriore, la spesa scende a 360 euro: 300 euro di tariffa base e altri 60 euro di maggiorazione. La differenza rispetto alle auto riflette il diverso importo previsto per le due categorie di veicoli.
La disciplina consente quindi di richiedere una combinazione alfanumerica personalizzata pagando un importo aggiuntivo rispetto ai normali costi di immatricolazione. Le modalità operative e i limiti delle combinazioni ammesse dipenderanno dalle regole applicative previste per il nuovo sistema.
Il confronto con gli altri Paesi
La personalizzazione delle targhe è già possibile in diversi Stati europei. Le regole cambiano da Paese a Paese: alcuni consentono di scegliere combinazioni più libere, comprese parole o iniziali, mentre altri permettono di intervenire soltanto su una parte della sequenza alfanumerica, mantenendo il formato nazionale.
Il Belgio rappresenta uno dei modelli più flessibili. Gli automobilisti possono richiedere una combinazione personalizzata di lettere e numeri, purché sia disponibile e rispetti le regole previste. Il costo indicato è di 1.030 euro. Secondo i dati riportati nell’input, il sistema genera circa 12 milioni di euro annui di introiti per lo Stato.
In Germania la scelta di una combinazione costa 12,80 euro, esclusi gli ordinari oneri di immatricolazione e produzione. Rimane obbligatoria la sigla territoriale, un vincolo presente anche in Austria, dove il costo complessivo della richiesta è di 235 euro. In Irlanda, invece, si può prenotare un numero specifico conservando la struttura ordinaria della targa.
Dalla Finlandia alla Lituania
Le tariffe salgono in altri Paesi europei. In Finlandia la decisione amministrativa per ottenere una targa speciale costa 1.000 euro. In Estonia sono previste due formule: una combinazione scelta nel formato ordinario, con una tariffa indicata di 540 euro, e una targa speciale realizzata su richiesta, che arriva a 1.560 euro.
In Lituania il prezzo raggiunge 2.500 euro per una combinazione personalizzata da uno a sei caratteri, con l’obbligo di inserire almeno un numero. Sistemi di personalizzazione sono in vigore anche in Lussemburgo, Lettonia e Croazia, sebbene le modalità e i vincoli non siano uniformi.
Il confronto mostra che non esiste un modello europeo unico. Le amministrazioni stabiliscono autonomamente quanto spazio lasciare alla scelta individuale, quali combinazioni autorizzare e quale tariffa applicare. Il prezzo italiano si colloca così in una fascia intermedia rispetto ad alcuni dei sistemi citati, ma il confronto diretto deve tenere conto delle diverse prestazioni comprese nei singoli importi.
Il mercato britannico delle combinazioni
Nel Regno Unito le targhe personalizzate, note come private number plates, sono diventate anche un mercato commerciale. Gli automobilisti possono acquistarle direttamente dalla DVLA, l’agenzia pubblica responsabile delle immatricolazioni, partecipare alle aste oppure rivolgersi ad altri proprietari.
Le combinazioni più ricercate raggiungono prezzi elevati e possono essere rivendute. Nell’esercizio finanziario 2024-2025, gli introiti indicati per il sistema britannico hanno superato 274 milioni di sterline, dopo i circa 276 milioni registrati nel 2023-2024. I dati mostrano una fonte di entrate pubbliche legata alla domanda di sequenze considerate rare o particolarmente significative.
Il modello britannico si distingue quindi per la dimensione del mercato e per la possibilità di acquistare combinazioni attraverso canali diversi. La personalizzazione non resta limitata alla scelta iniziale presso l’amministrazione, ma può assumere anche un valore economico autonomo.
Il record da quasi 14 milioni
Il primato mondiale citato per il settore arriva dagli Emirati Arabi Uniti. Nell’aprile 2023, a Dubai, la targa “P 7” è stata venduta all’asta per 55 milioni di dirham, una cifra pari a quasi 14 milioni di euro al cambio dell’epoca. La vendita è entrata nel Guinness dei primati.
Il precedente record risaliva al 2008, quando ad Abu Dhabi una targa con il solo numero “1” era stata acquistata per 52,2 milioni di dirham, equivalenti a circa 14,2 milioni di dollari secondo la valutazione riportata.
La distanza tra queste cifre e i 600 euro previsti in Italia per un’automobile è evidente. Nei sistemi più sviluppati, il valore di una targa dipende non soltanto dalla tariffa amministrativa, ma anche dalla rarità della combinazione e dalla disponibilità degli acquirenti a pagarla. Per l’Italia, il nuovo Codice della strada apre ora la possibilità di scegliere la propria sequenza alfanumerica; non sono invece indicati dati sulle richieste attese o sugli introiti che la misura potrebbe generare.

