Teatro Massimo Palermo, stagione 2022 dedicata ai 30 anni dalle Stragi

Wellber Scheriff_®JENSGERBE
28 ottobre 2021

La politica, il sacrificio al centro, l’amore per la Patria al centro della Stagione 2022 del Teatro Massimo di Palermo. Dai verdiani Vespri Siciliani nella versione originale francese, all’ancora verdiano Simone Boccanegra alle opere e manifestazioni, in maggio 2022, dedicate alla memoria dei 30 anni dalle stragi di mafia del 1992, eventi drammatici che hanno innescato una stagione di rivolta e di partecipazione della società civile che ha portato, tra le tante reazioni, anche alla riapertura del Massimo e alla riappropriazione di spazi cittadini come i Cantieri culturali alla Zisa e lo Spasimo. L’apertura, il 20 gennaio 2022, è quindi affidata al nuovo allestimento di “Les vêpres siciliennes” grand-opéra di Giuseppe Verdi, per la prima volta a Palermo nella versione originale in francese in cinque atti, diretta da Omer Meir Wellber, direttore musicale del Teatro Massimo, per la regia di Emma Dante che torna a inaugurare la stagione del Teatro dopo “Feuersnot” di Richard Strauss, “Gisela” di Werner Henze e “Macbeth” di Verdi. Il nuovo allestimento conta su una coproduzione internazionale con il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Comunale di Bologna e il Teatro Real di Madrid e vedrà impegnati nel cast il soprano Selene Zanetti nel ruolo della duchessa Hélène mentre nel ruolo di Henri vi saranno Piero Pretti, e Leonardo Caimi.

A interpretare Montfort George Petean e il baritono Gezim Mishketa e nel ruolo del motore politico della vicenda, Procida, vi saranno Luca Tittoto e Fabrizio Beggi. Completano il cast Irida Dragoti, Matteo Mezzaro, Francesco Pittari e Alessio Verna. Secondo appuntamento, il 19 febbraio, con Simon Boccanegra, opera verdiana che coniuga amore di Patria con amore paterno. Personaggio a tutto tondo quello di Simone, interpretato qui da Placido Domingo, per la prima volta al Teatro Massimo, che si alternerà nele recite con il baritono Gabriele Viviani. L’opera verrà presentata nello storico allestimento del Teatro Regio di Torino firmato da Sylvano Bussotti, recentemente scomparso, cui il Teatro Massimo rende così omaggio. L’allestimento, con scene e costumi curati dal poliedrico compositore e regista, sarà proposto anche in occasione della tournée in Giappone che, rimandata a causa della pandemia, è finalmente riprogrammata nel giugno del 2022. Sul podio salirà Francesco Ivan Ciampa e nel cast, accanto a Domingo e Viviani nel ruolo del titolo, vi saranno il soprano Anastasia Bartoli che si alternerà nel ruolo di Amelia con Serena Gamberoni, il basso Marko Mimica, Jacopo Fiesco, il tenore Azer Zada, Gabriele Adorno. A marzo sarà la volta del Roberto Devereux di Donizetti. Originariamente programmato per il 2020, andrà in scena dal 20 marzo con la regia di Alessandro Talevi, in un allestimento della Welsh National Opera.

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Sul podio salirà Roberto Abbado, un ritorno dopo la Lucia di Lammermoor di maggio 2021 in forma semiscenica. Nel ruolo di Elisabetta I, uno dei più drammatici e intensi del teatro di Donizetti, vi saranno il soprano Maria Agresta, al debutto italiano nel ruolo, già eseguito a Parigi sempre con Roberto Abbado e Marta Torbidoni. Al loro finco, il tenore John Osborn nel ruolo del titolo e il mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya in quello di Sara. Completano il cast Chiara Amarù, Davide Luciano e Ugo Guagliardo. Tra fine aprile e i primi di maggio Tosca di Puccini accenderà gli animi, se ancora non fosse bastato, di passione patriottica e amorosa. L’applaudito allestimento del Teatro Massimo con la regia di Mario Pontiggia e le scene e costumi di Francesco Zito, già protagonista anche di una delle passate tournées giapponesi, verrà riproposto dal 29 aprile. Lo spettacolo vedrà l’atteso ritorno al Teatro Massimo nel ruolo del titolo del soprano Anna Pirozzi, già elettrizzante Lady Macbeth nel 2017. Al suo fianco Fabio Sartori come Cavaradossi e nel ruolo di Scarpia il baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat che il pubblico palermitano ha apprezzato nel ruolo di Rigoletto nella messa in scena di John Turturro e in quello di Tonio in “Pagliacci”. Sul podio Valerio Galli.

Maggio come detto è il mese commemorativo delle stragi del ’92 e Cenere è l’opera inchiesta che chiude la trilogia del Teatro Massimo dedicata ai misteri delle stragi Falcone e Borsellino. Dopo “Le parole rubate” e “I traditori” si stringe il cerchio sui tradimenti e le menzogne che hanno portato al “più grande depistaggio della storia giudiziaria italiana”. Scritto da Gery Palazzotto, con le musiche di Marco Betta, Fabio Lannino e Diego Spitaleri. Lo spettacolo è interpretato da Gigi Borruso. Le manifestazioni e spettacoli per il trentennale prevedono inoltre il 23 maggio, giorno della strage di Capaci, la Messa da Requiem di Verdi diretta da Omer Meir Wellber. Sempre il 23 maggio verrà presentato sulla WebTV del Teatro One Minute Of No Silence, un progetto collettivo che unisce artisti di tutto il mondo che invieranno tramite il web un minuto di musica che compone una sinfonia di “minuti di non silenzio”. Il 19 luglio, al Teatro di Verdura, dopo la Prima in assoluto del 27 maggio al Regio di Torino, la nuova composizione di Marco Tutino Falcone e Borsellino. L’eredità dei giusti, su drammaturgia di Emanuela Giordano, con gli attori del Piccolo Teatro di Milano. Una coproduzione Fondazione per la Cultura Torino – MITO Settembre Musica, Teatro Regio di Torino, Piccolo Teatro di Milano e Teatro Massimo di Palermo, in collaborazione con CCO – Crisi come opportunità.

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A giugno il ritorno del maestro Gabriele Ferro alla direzione della sua Orchestra in tre composizioni di epoche differenti accomunate dalla riflessione sul mito di Prometeo, la regia in presa diretta e le proiezioni video di Masbedo, i due artisti Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni che dal 1999 lavorano esprimendosi attraverso il linguaggio del video in forme diverse quali performance, teatro, installazioni, fotografa e cinema. L’Orchestra del Teatro Massimo eseguirà il balletto Le creature di Prometeo di Ludwig van Beethoven; la Suite tratta da Prometeo. Tragedia dell’ascolto di Luigi Nono; e il poema sinfonico di Alexander Scriabin Prométhée. Le Poème du feu op. 60. Dopo la pausa estiva – in realtà il trasferimento al Verdura con una pucciniana Turandot di cui al momento si conosce il direttore, Daniel Oren. La stagione in Sala Grande riprende il 30 settembre con le recite de Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, assente nella programmazione del Teatro Massimo dal 2003. L’opera sarà presentata in un nuovo allestimento internazionale, in coproduzione con l’Opera di Tenerife e il Teatro Regio di Parma, con la regia di Roberto Catalano. Si tratta di un progetto di cooperazione internazionale specificamente rivolto ai giovani, che vedrà un cast di giovani cantanti affermatisi nei più importanti concorsi e palcoscenici internazionali: Chiara Amarù (Fidalma), Vincenzo Taormina (Geronimo), Omar Montanari (Robinson), Giorgio Misseri (Paolino). Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo, Davide Levi.

Ottobre 2022 sarà – diversamente da quello di quest’anno che ha visto protagonista Bellini e il Belcanto nei due ghiotti e fortunati appuntamenti con l’opera Il Pirata e il concerto di Juan Diego Florez – segnato ancora una volta dalla politica e dall’amor di patria oltre che di Dio. Nabucco di Verdi torna a Palermo finalmente in scena. Il primo degli spettacoli cancellati dalla pandemia nel marzo 2020 e adesso recuperato. L’allestimento è quello con la regia di Andrea Cigni che il Teatro Massimo ha coprodotto con il Teatro Regio di Torino. Nel ruolo del titolo vi saranno i baritoni Artur Rucinski, che nell’estate 2021 è stato tra gli interpreti del Trovatore al Teatro di Verdura, e Alberto Gazale. Nel ruolo di Abigaille la polacca Ewa Plonka. Il Balletto con la compagnia del Massimo diretta da Davide Bombana lo ritroviamo ad aprile con la versione coreografata de Le relazioni pericolose tratta dall’omonima piece di de Laclos. Lo spettacolo, con la coreografia di Bombana, vedrà l’étoile ospite Maria Yakovleva accanto al Corpo di ballo del Teatro Massimo. Sul podio dell’Orchestra della Fondazione salirà Ignazio Schifani, direttore e clavicembalista di grande esperienza in campo barocco.

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Poi ancora la compagnia di danza sarà protagonista al Verdura con Nijinski. Realizzato per la WebTV del Teatro durante il lockdown, Nijinski su coreografa di Marco Goecke, con musiche di Fryderyk Chopin e Claude Debussy verrà ripreso con la partecipazione dell’étoile ospite Rosario Guerra, in un allestimento della Opernhaus di Zurigo. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo salirà Keren Kagarlitsky, la giovane direttrice israeliana che ha già diretto in occasione della registrazione per la WebTV. E poi ancora con Le quattro stagioni, su musiche di Antonio Vivaldi e con la coreografa di Cayetano Soto, sempre al Verdura. A fianco della stagione operistica quella concertistica che si dipana anch’essa tra gennaio e dicembre 2022 e che vede alcuni dei nomi più interessante del parterre sinfonico e solistico: tra loro da segnalare Il concerto di Capodanno diretto da Meir Wellbere con il basso Erwin Schrott come solista, già protagonista di un Attila alcuni anni fa. Il Concerto della Memoria, il 27 gennaio, sempre diretto da Wellber, con Jan Vogler al Violoncello e Silviu Dima al Violino.

Da ricordare anche la Noche Espanola del 1 Marzo che vedrà Placido Domingo sul podio dirigere l’orchestra del Teatro Massimo e il tenore Arturo Chacón Cruz. Il 23 marzo di rilievo il recital del soprano Maria Agresta e del mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya, accompagnate al pianoforte da Michele D’Elia. Il 12 maggio salirà sul podio dell’Orchestra del Massimo Michele Mariotti a dirigere la Sinfonia n. 2 di Mahler “Resurrezione” nel venticinquennale della riapertura del Teatro (12 maggio 1997) e i 125 anni dall’inaugurazione (1897). Il 18 settembre vedrà per la prima volta al Teatro Massimo Kent Nagano, uno dei più importanti nomi sui podi internazionali, per dirigere Franz Schubert e Anton Bruckner. Il ritorno ad una programmazione ricca e ispirata è un ritorno alla normalità che il pubblico e non solo attendeva con trepidazione. Gli appuntamenti di questo ottobre con la ripresa con una capienza al 100% hanno galvanizzato e acceso le aspettative che non sono state assolutamente deluse: idee, nomi, valori, tradizione e contemporaneo si alternano e anche coniugano con un unico fine, tornare a godere di quegli spazi e di quel piacere che ci è stato prima negato e poi centellinato in questo ultimo anno e mezzo.

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