Berrettini ritrova il tennis che conta: a Miami cade il kazako imprevedibile Bublik

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Matteo Berrettini

C’è un numero che racconta tutto: quindici ace in novanta minuti. Matteo Berrettini torna a battere un top 20 al Miami Open, sbaraglia Alexander Bublik con un 6-4 6-4 di rara efficienza e manda un messaggio preciso al resto del tabellone. Il cammino verso il quarto di finale è aperto — lo stesso che il romano aveva conquistato nell’edizione precedente. Bublik è la terza testa di serie a cadere prematuramente, dopo Casper Ruud e Jack Draper. Non è una coincidenza: Berrettini ha giocato una partita da uomo in forma.

Il break a freddo che decide il set

Fin dai primi scambi la direzione è chiara. Berrettini attacca il servizio di Bublik con intenzione, si procura tre palle break in apertura e, dopo averne cancellata una il kazako, trasforma quella decisiva: è 1-0 con break a freddo. Il romano non si accontenta. Tiene il proprio turno di battuta senza cedere un punto, sale sul 2-0 e impone subito il ritmo della partita. Bublik, tennista dalla natura imprevedibile, prova a ricucire nel sesto game. Costruisce diverse occasioni in risposta, allunga ai vantaggi, si procura più palle break. Ma Berrettini nei momenti delicati non trema: annulla tutto con personalità e qualità al servizio. Il kazako non recupera il break di svantaggio e il set scorre verso la chiusura naturale. Sul 5-4, nel decimo game, l’azzurro gestisce con lucidità, costruisce il set point e lo trasforma con autorità: 6-4 in 47 minuti.

Nel secondo set Bublik non trova risposte

Il secondo parziale inizia in equilibrio, ma dura poco. Nel terzo game Berrettini si procura una palla break e la trasforma con decisione: 2-1. Bublik cambia strategia e si affida spesso alla palla corta. La scelta si rivela controproducente: il romano legge ogni traiettoria in anticipo, arriva sulla palla con rapidità e neutralizza ogni tentativo. Il kazako appare più opaco rispetto alla versione ammirata nella scorsa stagione. Anche nel sesto game, quando arrivano nuove difficoltà e altre palle break concesse, Berrettini non perde la bussola: si salva affidandosi a un servizio continuo ed efficace e consolida sul 4-2. Da lì il match non ha più storia. L’italiano mantiene il controllo, non concede spiragli e nell’ultimo game chiude in modo emblematico: tre ace, nessuna esitazione, finale netto.

Il tabellino dice 6-4 6-4 in un’ora e mezza. Ma i numeri che contano davvero sono altri: sei palle break su sei annullate, alte percentuali al servizio, quindici ace complessivi. È la prima vittoria contro un top 20 da quella ottenuta a Monte Carlo nell’aprile 2024, contro Alexander Zverev. Al terzo turno Berrettini affronterà il vincente tra Valentin Vacherot e Mariano Navone. Il tabellone si apre. Il romano anche.