Terzo polo pronto a sostenere la riforma della giustizia: “Attuale sistema al collasso”

Terzo polo pronto a sostenere la riforma della giustizia: “Attuale sistema al collasso”
Carlo Nordio
8 dicembre 2022

Sulle intercettazioni gli avvocati penalisti sono al fianco del ministro Nordio. “Una riforma a mio parere non solo corretta ma necessaria: assistiamo ogni giorno a un eccesso nell’uso e, contestualmente, verifichiamo negli atti processuali che a fronte di innumerevoli intercettazioni inutili ed intrusive ve ne sono solo alcune di interesse processuale”, afferma il presidente della Camera Penale di Roma, Gaetano Scalise. “Il sistema attuale è al collasso e sempre di più cogliamo l’intrusione anche nel rapporto cliente/avvocato, che invece per previsione normativa è vietato”.

Intanto, il Terzo polo rompe gli indugi e per bocca del presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, si dice pronto a sostenere la riforma della giustizia illustrata nei giorni scorsi dal ministro Nordio e in particolare il segmento che riguarda le intercettazioni. Le parole di Rosato arrivano dopo quelle del leader Iv, Matteo Renzi, che commentando a caldo le linee programmatiche del numero uno di via Arenula, si era augurato che “dalle parole” il Governo passi “ai fatti”. Le dichiarazioni di Rosato sembrano, quindi, tracciare la linea: un pezzo di opposizione è pronta a sostenere l’impianto di riforma delineato dall’Esecutivo in tema di giustizia. L’apertura del Terzo polo alla riforma delle intercettazioni, divide così l’opposizione. 

Il ministro della Giustizia, dal canto suo non molla. “Proporremo una profonda revisione” della disciplina delle intercettazioni e “vigileremo in modo rigoroso su ogni diffusione che sia arbitraria e impropria” continua a ribadire Carlo Nordio, secondo cui le intercettazioni attraverso la “diffusione selezionata e pilotata” sono diventate “strumento micidiale di delegittimazione personale e spesso politica”. “L’obbligatorietà dell’azione penale si è tradotta in un intollerabile arbitrio”. Il Pm “può trovare spunti per indagare nei confronti di tutti senza rispondere a nessuno”, ha detto il ministro. La riforma del Codice penale per adeguarlo al dettato costituzionale, e una completa attuazione del Codice Vassalli, con una “riforma garantista e liberale” da realizzare anche con una “revisione della Costituzione”. Sono gli impegni annunciati dal ministro Carlo Nordio in Commissione Giustizia al Senato. Nordio ha indicato i fronti su cui intervenire:la presunzione di innocenza che “continua a essere vulnerante in molti modi”, l’ “uso eccessivo e strumentale delle intercettazioni”, l’azione penale che è “diventata arbitraria e capricciosa”, la custodia cautelare usata come strumento di pressione investigativa”.

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