Tetto al prezzo gas russo, Consiglio Ue boccia richiesta di Draghi

Tetto al prezzo gas russo, Consiglio Ue boccia richiesta di Draghi
24 giugno 2022

Il Consiglio europeo non ha accolto la richiesta del premier italiano, Mario Draghi, di riconvocare a breve (prima della pausa estiva) un vertice Ue straordinario per decidere la fissazione a un tetto al prezzo del gas russo; ma la Commissione europea si è impegnata a studiare entro il prossimo summit dei leader di ottobre anche questa soluzione, e soprattutto a rivedere l’intera progettazione del mercato Ue dell’energia. Con l’obiettivo di mettere fine alla situazione attuale in cui è il prezzo del gas che definisce i prezzi dell’elettricità all’ingrosso, nonostante la presenza sempre più rilevante delle fonti rinnovabili, che costano molto meno, nella generazione elettrica. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, lo ha indicato durante la conferenza stampa al termine della seconda giornata del Consiglio europeo, questo pomeriggio a Bruxelles. A un giornalista che chiedeva quando la Commissione pensi di presentare la sua posizione su un eventuale tetto al prezzo del gas, come le era stato chiesto già all’ultimo Consiglio europeo del 30 e 31 maggio, e se sia definitivamente esclusa l’ipotesi di un vertice straordinario a luglio, von der Leyen ha risposto: “Abbiamo discusso anche di questo, e nelle conclusioni del Consiglio europeo potete trovare un riferimento a questo punto. Effettivamente all’ultimo Consiglio europeo ci era stato conferito questo mandato in proposito, e ci stiamo lavorando”.

Ci sono “vari modelli”, ha continuato la presidente della Commissione, e dobbiamo lavorare “non solo per verificare come ridurre i prezzi dell’energia o dell’elettricità, ma anche per capire come il mercato è stato progettato. Cioè per chiederci se il design del mercato, così come è oggi, sia ancora adatto” all’attuale situazione. “Il design del mercato elettrico oggi – ha spiegato von der Leyen – significa che ci sono molte rinnovabili e altre fonti, ma l’ultima fonte disponibile sul mercato è il gas, ed è il gas che definisce il prezzo di tutte le altre fonti (modello del prezzo marginale, ndr). Quindi ci sono prezzi altissimi ovunque mentre le rinnovabili costano molto poco, perché sono efficaci dal punto di vista dei costi”. Questo modello di mercato, ha ricordato la presidente della Commissione, “era stato progettato in un’epoca, una decina di anni fa, in cui volevamo che le rinnovabili arrivassero sul mercato, che era dominato dai combustibili fossili. Ma adesso il quadro è cambiato completamente. E per questo c’è ora questo nuovo compito affidato alla Commissione: progettare una nuova struttura del mercato che potenzialmente potrebbe includere anche uno sganciamento del gas dal meccanismo di formazione del prezzo di mercato” dell’elettricità.

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“Abbiamo concordato che ne parleremo al prossimo Consiglio europeo ordinario, cioè ad ottobre, quindi per la fine dell’estate dovremmo essere pronti a presentare varie proposte e varie opzioni, di cui i leader potranno discutere”, ha concluso von der Leyen. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha riferito che i leader hanno espresso “una volontà molto forte di accelerare gli sforzi per agire tutti insieme”, in particolare per “gli acquisti comuni di risorse energetiche, per agire in comune anche per questo campo”, come è stato fatto per l’acquisto comune di vaccini durante la pandemia. “Altre voci – ha continuato Michel – si sono fatte sentire per incoraggiare una riforma del mercato elettrico, e cioè l’impatto del prezzo del gas quello dell’elettricità. E’ stata espressa fiducia alla Commissione per continuare a lavorare su questo, e anche fiducia nel Consiglio Ue, e quindi alla sua presidenza semestrale di turno francese, e a quella successiva ceca (dal primo luglio, ndr), che avranno la responsabilità di coordinare le azioni dei vari Stati membri”.

“Confermo – ha aggiunto il presidente del Consiglio europeo – che effettivamente dovremo discuterne di nuovo dopo l’estate, a ottobre. Non è stata presa nessuna decisione per un Consiglio europeo prima di quello di ottobre. Ma come di consueto, seguiamo la situazione da vicino, e le varie istituzioni, anche a livello ministeriale tutti, resteranno mobilitate sotto la guida dei capi di Stato e di governo”, ha concluso Michel, lasciando aperta la possibilità che sul tetto al prezzo del gas si possa continuare a discutere a livello ministeriale, in particolare nel Consiglio Energia”. Von der Leyen in precedenza aveva accennato in modo piuttosto ambiguo al fatto che presenterà “ai leader già a luglio” un piano relativo all’energia, ma aveva precisato che si tratta di un “piano comune per la riduzione della domanda” energetica, a cui la Commissione sta lavorando “insieme alle industrie e insieme ai 27 stati membri”, e della realizzazione della piattaforma per negoziare gli acquisti comuni. “Facciamo questo perché abbiamo appreso la lezione del Covid, abbiamo visto che lavorando insieme a 27, evitando la frammentazione siamo forti, e abbiamo un impatto molto importante” sui mercati.

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Le conclusioni del vertice, come ha ricordato von der Leyen, menzionano in modo esplicito il fatto che la Commissione studierà anche “la fattibilità dell’introduzione di massimali temporanei per i prezzi all’importazione” di energia, non limitandosi solo a rievocare le richieste delle precedenti riunioni dei capi di Stato e di governo. “Il Consiglio europeo – si legge nelle conclusioni – ribadisce il suo invito alla Commissione ad esplorare con i nostri partner internazionali dei modi per frenare l’aumento dei prezzi dell’energia, compresa la fattibilità dell’introduzione di massimali temporanei per i prezzi all’importazione ove adeguata”. In un altro punto delle conclusioni, sull’uso dell’energia come arma di guerra da parte della Russia, “il Consiglio europeo invita la Commissione a proseguire i propri sforzi con urgenza, al fine di garantire la fornitura di energia a prezzi accessibili”. Sempre nelle conclusioni, infine, “il Consiglio europeo invita il Consiglio, unitamente alla Commissione, ad adottare eventuali misure appropriate per garantire un più stretto coordinamento energetico tra gli Stati membri”.

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