Tortura, Fratelli d’Italia presenta pdl che abroga il reato

Tortura, Fratelli d’Italia presenta pdl che abroga il reato
24 marzo 2023

Fratelli d’Italia ha presentato in commissione Giustizia della Camera una proposta di legge che interviene sul reato di tortura. Il testo, di soli due articoli, introduce una nuova aggravante comune per dare attuazione agli obblighi internazionali discendenti dalla ratifica della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Cat) ma nello stesso tempo prevede la contestuale abrogazione delle fattispecie penali della tortura e dell`istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura (articoli 613-bis e 613-ter del codice penale). Il reato di tortura, ricordano i proponenti (prima firmataria Imma Vietri), ha trovato “concreta attuazione solo con la legge 14 luglio 2017, n. 110, recante ‘Introduzione del delitto di tortura nell`ordinamento italiano’, con cui sono stati” appunto inseriti “nel codice penale gli articoli 613-bis e 613-ter”.

Per gli esponenti Fdi, il testo dell’intervento legislativo “risulta contraddittorio rispetto allo scopo che si prefiggeva” oltreché, affermano, “profondamente divergente rispetto a quella adottata dalla Cat e delineata dalla giurisprudenza internazionale”. Secondo i deputati, che vanno al nocciolo della questione, “non rientrerebbero nella nozione di tortura i trattamenti che, pur procurando forti dolori alla vittima, risultano in ultima analisi ‘giustificati’ allo scopo lecito preso di mira dall`agente”. Tra queste condotte, proseguono, “rientrerebbero senz`altro le violenze compiute nell`ambito di operazioni militari, di polizia giudiziaria o penitenziaria oppure di ordine pubblico, fermo restando il dovuto rispetto del principio di proporzionalità. In questi casi, qualora si ravvisasse un eccesso nell`uso della forza, l`agente di polizia o il militare che avesse agito per fini diversi da quelli di cui all`articolo 1 della Cat dovrebbe rispondere non di tortura, bensì di trattamenti inumani o degradanti”.

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Gli esponenti Fdi sottolineano che la norma com’è attualmente porta ad una “incertezza applicativa” con il rischio della “pericolosa attrazione nella nuova fattispecie penale di tutte le condotte dei soggetti preposti all`applicazione della legge, in particolare del personale delle Forze di polizia che per l`esercizio delle proprie funzioni è autorizzato a ricorrere legittimamente anche a mezzi di coazione fisica”. Con il rischio di “subire denunce e processi strumentali”. Si porta ad esempio il caso degli appartenenti alla polizia penitenziaria che “rischierebbero quotidianamente denunce per tale reato a causa delle condizioni di invivibilità delle carceri e della mancanza di spazi detentivi, con conseguenze penali molto gravi e totalmente sproporzionate”. La proposta di legge è stata presentata in commissione e non ancora calendarizzata.

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