Tregua all’Ars. Città metropolitane, verso un accordo

Definisce “estremisti” gli uomini di Forza Italia, e va su tutte le furie quando si parla di un’intesa con il partito di Alfano: “Non c’e’ alcun accordo col Ncd, basta con questa favola”. Tuttavia, il governatore Crocetta, per evitare di incepparsi, precisa: “L’accordo con Ncd? Senza patto sulle riforme non e’ possibile alcuna intesa, perche’ le alleanze si fanno sui contenuti e non sulle poltrone. Se ci sara’ un’apertura sul ddl che abolisce le Province, allora potremo avviare un dialogo”. La prova del nove sarà la prossima settimana, quando all’Ars si voterà sulle città metropolitane. Sull’orizzonte, si profila buon tempo. Dalle fila del Ncd arrivano segnali incoraggianti per il governatore. Per il resto, una normale giornata di schermaglie, quella di ieri. Con il consueto botta e risposta attraverso comunicati stampa, diventati oramai l’unico mezzo di comunicazione per i politici. Almeno così pare. Una cosa, però, va segnalata. Proprio in merito alla riforma delle Province, le acque sembrano quietarsi. Ieri, infatti, i lavori d’Aula hanno fatto registrare un’atmosfera relativamente serena. Nessuna bagarre, e nessuna sconfitta del governo (finora se ne contano quattro). Di certo è un segnale di tregua. L’Ars, ieri, ha approvato, l’articolo 5 della riforma che disciplina l’elezione, di secondo livello, dei presidenti dei Liberi consorzi, e le modalita’ di sfiducia. I presidenti saranno eletti da consiglieri comunali e sindaci dei Comuni aderenti al Libero consorzio. Successivamente, Sala d’Ercole ha dato il via libera all’articolo 6 che, in sostanza, prevede la composizione delle Giunta dei Liberi consorzi. Dopodiché, suono di campanella da parte del presidente dell’Ars, Ardizzone e rinvio dei lavori al prossimo 4 marzo.

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