“Tribunale” in Vaticano contro i vescovi implicati nella pedofilia

“Tribunale” in Vaticano contro i vescovi implicati nella pedofilia
11 giugno 2015

Decisione storica di Papa Francesco per contrastare la pedofilia del clero. Jorge Mario Bergoglio ha fatto propria la proposta di una commissione da lui stesso creata a inizio pontificato, nella quale siedono anche un uomo e una donna che da bambini furono vittime di preti abusatori, di processare in Vaticano i vescovi che hanno sottovalutato o addirittura insabbiato le denunce ricevute. Lunedì pomeriggio il consiglio dei nove cardinali che coadiuvano il Papa nella riforma della Curia romana e nel governo della Chiesa universale, il cosiddetto C9, “ha ascoltato la relazione del cardinale Sean Patrick O’Malley sulla proposta da avanzare al Santo Padre riguardo alle denunce di abuso d’ufficio episcopale, una proposta preparata dalla pontificia commissione per la Tutela dei minori” presieduta dallo stesso arcivescovo di Boston, ha riferito oggi in un briefing il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, a conclusione della decima riunione dello steso C9, questa mattina. IL gesuita ha sottolineato che la decisione comunicata oggi è coerente con quanto prospettato nei mesi scorsi dallo stesso organismo guidato dal cardinale in merito alla “accountability”, ossia alla assunzione di responsabilità, dei vescovi in questi casi.

“La relazione del Card. O’Malley comprende anche un a proposta sul tema delle denunce di abusi sessuali su minori e adulti vulnerabili da parte del clero”, ha proseguito Lombardi. Cinque le proposte concrete che hanno concluso l’intervento del porporato cappuccino: “Primo, ce la competenza a ricevere ed esaminare le denunce di abuso d’ufficio episcopale appartenga alle Congregazioni per i Vescovi, per l’Evangelizzazione dei Popoli, o per le Chiese Orientali e tutte le denunce debbano essere presentate alla Congregazione appropriata. Secondo, che il Santo Padre dia un mandato alla Congregazione per la Dottrina della Fede per giudicare i Vescovi in relazione ai delitti di abuso d’ufficio. Terzo, che il Santo Padre autorizzi l’istituzione di una nuova Sezione Giudiziaria all’interno della Congregazione per la Dottrina della Fede e la nomina di personale stabile che presterà servizio nel Tribunale Apostolico. La realizzazione di questo punto farà seguito a consultazioni con il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Quarto, che il Santo Padre nomini un Segretario per assistere il Prefetto riguardo al Tribunale. Il Segretario avrebbe la responsabilità della nuova Sezione Giudiziaria e il personale della Sezione sarà utilizzabile anche per i processi penali per l’abuso dei minori e degli adulti vulnerabili da parte del Clero. Anche queste decisioni faranno seguito a consultazione con il Prefetto della Congregazione. Quinto, che il Santo Padre stabilisca un periodo di cinque anni in vista di ulteriori sviluppi delle presenti proposte e per il completamento di una valutazione formale della loro efficacia”.

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Il Consiglio di cardinali “ha concordato all’unanimità su tali proposte e ha deliberato di sottoporle al Santo Padre Francesco. Il Santo Padre ha approvato le proposte e ha concesso l’autorizzazione affinché siano fornite risorse adeguate per conseguire questi fini”, ha detto il Papa, sottolineando che questo riferimento fa presupporre un “potenziamento” di questa struttura giudicante. Il Papa prosegue così la azione di trasparenza iniziata da Benedetto XVI per contrastre la pedofilia. Dopo un giro di vite della normativa canoniza e la creazione della commissione affidata al cardinale O’Malley, che a Boston si è dovuto occupare già negli anni passati di molti casi di denunce, il Papa ha già affrontato diversi singoli casi, a partire da quello dell’ex nunzio apostolico in Repubblica domenicana, il mosnignore polacco Jozef Wesolowski, che in questi mesi viene processato in Vaticano. Nel corso dei mesi, poi, sono spuntati diversi casi di vescovi accusati di inadempienza, dal vescovo cileno di Osorno Juan Barros, contestato sin dall’insediamento in cattedrale dai fedeli, al vescovo statunitense di Kansas City Robert Finn, dimessosi di recente, al cardinale George Pell, segretario della potente Segreteria vaticana per l’Economia, che – sottolineando la propria innocenza – testimonierà comunque davanti ad una commissione australiana che sta indagando sugli abusi avvenuti quando il porporato era un semplice sacerdote e, più tardi, vescovo, per non parlare dei numerosi casi di preti pedofili arrestati recentemente in Italia. Il Papa, ora, ha deciso di affrontare in modo strutturale il problema della responsabilità dei vescovi. Non è escluso, perlatro, che la norma che verrà introdotta avrà applicazione retroattiva, perché, come ha risposto padre Lombardi ncorso del briefing, “ci sono già nel codice di diritto canonico degli elementi” su queste fattispecie di reato, per cui il tema della responsabilità episcopale “non nasce dal nulla” ma con la nuova proposta approvata dal Papa viene “definita una procedura per affrontare questi casi”. Mary Collins, membro irlandese della pontificia commissione per la tutela dei minori, da bambina vittima di un prete pedofilo, a Roma in questi giorni, ha tempestivamente commentato su Twitter: “Molto contenta che il Papa abbia approvato la proposta della commissione sulla accountability”.

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