Tridico si aumenta lo stipendio (più arretrati). Bufera sull’Inps. Di Maio: chiederò chiarimenti. M5s in imbarazzo

Tridico si aumenta lo stipendio (più arretrati). Bufera sull’Inps. Di Maio: chiederò chiarimenti. M5s in imbarazzo
Luigi Di Maio e Pasquale Tridico
26 settembre 2020

Lo scandalo dell’aumento di stipendio che si è auto-attribuito il presidente dell’Inps Pasquale Tridico crea imbarazzo nel Movimento 5 Stelle. “Su questo chiederò chiarimenti nelle prossime ore”, ha detto il ministro degli Esteri ed ex capo politico dei 5Stelle, Luigi Di Maio, rompendo un silenzio imbarazzante sul capo della previdenza, già sulla graticola per i ritardi clamorosi nell’erogazione della Cig e i disservizi nelle prestazioni online. Tridico, come riportato da Repubblica, si è raddoppiato lo stipendio, addirittura con effetto retroattivo: da 69mila euro nel 2019 a 150mila nel 2020, esattamente il 50% in più di quello percepito dal suo predecessore Tito Boeri. Il tutto con l’avallo del ministro del Lavoro Nunzia Catalfo di concerto con il titolare dell’Economia Roberto Gualtieri, ma la mossa è stata contestata dai revisori.

Su Tridico si abbatte anche l’ira di molti parlamentari 5 Stelle, che nelle chat interne arrivano a chiedere addirittura le dimissioni dell’economista. Su tutte le furie la deputata Emanuela Corda, che nelle conversazioni con i colleghi parla di vicenda “indegna”, sollecitando la presentazione di una interrogazione parlamentare. Ci sono persone che si stanno suicidando perché non hanno ancora ricevuto la Cig, il Paese è in ‘mutande’ e c’è chi non riesce a mettere il piatto a tavola – il senso di alcuni messaggi postati nella chat dai grillini resi noti dall’Adnkronos – ma il presidente dell’Inps “si aumenta lo stipendio in piena emergenza”. Per la parlamentare pentastellata Carmen Di Lauro occorre che il M5S prenda le distanze da Tridico. Il collega Gabriele Lorenzoni arriva a invocare le dimissioni del numero uno dell’Inps. Sabrina De Carlo, commissione Esteri, è sulla stessa lunghezza d’onda. Schiuma rabbia anche Teresa Manzo, deputata campana.

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Tutta musica per le orecchie dell’opposizione che subito si scatena. “Inps, non ho parole. Invece di aumentarsi lo stipendio, Tridico prima paghi la cassa integrazione alle centinaia di migliaia di lavoratori che la aspettano da mesi, poi chieda scusa e si dimetta” attacca il segretario della Lega Matteo Salvini. “L`Inps è nel caos – sbotta il capogruppo di Fratelli d`Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida -. Il presidente Tridico ha fallito nell`erogazione della cassa integrazione, nei controlli per il reddito di cittadinanza ma in piena emergenza Covid si è più che raddoppiato lo stipendio con la complicità del M5S, che lo ha nominato. Lo avevamo chiesto in una interrogazione, senza ricevere risposta. Ora lo sanno tutti e c`è un motivo in più per chiederne le dimissioni immediate”, conclude Lollobrigida. “Dall`aboliamo la casta ad alimentiamo la casta, basta che sia la nostra. Il credo del Movimento 5stelle è cambiato con la stessa velocità che è servita a firmare l`aumento stratosferico per lo stipendio del direttore dell`Inps Pasquale Tridico – puntella invece Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia -. Tutto questo è scandaloso e lo è ancora di più nel momento di crisi che stiamo vivendo con la cassa integrazione non versata o erogata in perenne ritardo, con le persone che perdono il lavoro, le aziende e gli esercizi commerciali che chiudono. Non si possono chiedere sacrifici su sacrifici agli italiani e poi permettere questi scempi” conclude Carfagna.

Ma anche dalla maggioranza arrivato attacchi ai 5stelle. Per il senatore di Italia viva, Davide Faraone, “lo spettacolo davvero suggestivo è osservare la metamorfosi dei populisti. La spericolata inversione a U di quelli che prima trascorrevano le giornate a contare le auto blu degli altri e adesso, giunti al potere, viaggiano in sterminati cortei di fuoriserie coi lampeggianti da far invidia al presidente degli Usa; quelli che inorridivano per gli staff dei ‘politici’ e oggi hanno uffici di gabinetto degni della corte di Versailles; quelli che volevano dimezzare gli stipendi degli avversari e sono finiti a raddoppiare gli stipendi degli ‘amici’; quelli che volevano aprire il Parlamento come una scatola di tonno, ma quando hanno assaggiato il tonno ne sono diventati ghiotti”. “La sbornia populista della retorica anti-casta che per anni ha monopolizzato il dibattito politico è finita così, in farsa. Restano solo il mal di testa, le vertigini e un retrogusto amaro al sapore di ipocrisia”, conclude Faraone.

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Imbarazzato anche il premier. “Non ero personalmente informato di questa vicenda, ho chiesto accertamenti perché vorrei chiarire la questione – afferma Giuseppe Conte-. Permettetemi di fare accertamenti per comprendere come si è svolta la vicenda, fatemi fare una verifica, alla fine parlerò”. Il ministero del Lavoro, intanto, con una nota tenta di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. E “chiarisce che… il decreto interministeriale firmato dai ministri Catalfo e Gualtieri il 7 agosto 2020 che definisce gli emolumenti lordi annui del Presidente, del Vice Presidente e dei consiglieri di amministrazione di Inps e Inail, così come formulato, non consente il riconoscimento di alcun “arretrato” al presidente Tridico”. “Il suddetto decreto – puntualizza la nota del ministero del Lavoro – porta a compimento un percorso avviato dal precedente Governo per la determinazione dei compensi, che si è perfezionato al momento dell`insediamento dei Cda dei due enti. Nel caso dell`Inps, il 15 aprile 2020. Solo a partire da quella data, quindi, il presidente dell`Istituto ha diritto a percepire i compensi determinati dalla legge”.

Una nota, quella del ministero del Lavoro, bollata come “ridicola” dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri in quanto “si nega il pagamento degli arretrati del vergognoso aumento di compenso al presidente dell`Inps, ma poi si ammette che questo aumento viene pagato a partire dei compensi di aprile”. “Aprile è passato da tempo – prosegue Gasparri – quindi gli arretrati ci sono. Inoltre solo la vigilanza degli organi interni ha impedito che gli arretrati venissero pagati a partire da una data antecedente. La delibera iniziale, con pretese ancora più esorbitanti del grillino Tridico, è stata corretta quando i revisori hanno richiamato il rispetto di una legge del 1999. Comunque l`aumento va annullato e Tridico va cacciato. Va detto che analogo aumento è stato varato per i vertici dell`Inail di cui nessuno parla” conclude il senartore di Fi.

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