Quarantotto ore dopo l’inizio delle operazioni militari contro l’Iran, la comunità internazionale sembra parlare lingue diverse. Se per gli Stati Uniti il traguardo è a portata di mano — una questione di un mese appena — Israele preferisce non illudersi, parlando apertamente di una campagna che richiederà ancora molto tempo. In mezzo a queste due visioni sbatte l’impotenza di Bruxelles, che chiede un termine immediato alle ostilità mentre il campo di battaglia smentisce ogni diplomazia. Il quadro che ne emerge è tanto nitido negli intenti quanto nebuloso nelle conseguenze: un attacco rapido che nessuno sa ancora come, e quando, finirà davvero.
Donald Trump ha rilasciato due interviste nel giro di poche ore — al quotidiano britannico Daily Mail e alla rete americana Nbc — fornendo la prima cornice pubblica e dettagliata delle operazioni in corso. La durata stimata è di “circa quattro settimane”, una previsione che il presidente ha ripetuto con insistenza: “È sempre stato un processo di quattro settimane, quindi, per quanto sia forte — è un Paese grande — ci vorranno quattro settimane, o anche meno”. Trump ha ammesso che ulteriori perdite tra i militari americani sono possibili, aggiungendo però: “Ci aspettiamo delle vittime in una situazione del genere: ne abbiamo avute tre, ma alla fine sarà un grande evento per il mondo”.
Il Comando Centrale delle forze armate statunitensi ha confermato tre morti e cinque feriti. Le circostanze non sono state rese note. Da parte iraniana circolano cifre di tutt’altro ordine — oltre cinquecento soldati americani uccisi — prive al momento di qualsiasi riscontro verificabile.
Sul fronte diplomatico, Trump ha confermato che l’Iran ha manifestato l’intenzione di avviare colloqui sul proprio programma nucleare dopo l’inizio delle operazioni. La risposta del presidente è stata secca: “Avrebbero dovuto parlare la settimana scorsa, non questa.” Ha tuttavia lasciato aperto uno spiraglio: le incursioni potrebbero essere sospese se Teheran soddisfacesse le richieste di Washington. “Se potessero risponderci in modo positivo, finora non ne sono stati capaci”, ha concluso, annunciando un nuovo discorso pubblico sull’andamento della campagna.
Quanto agli obiettivi, Trump ha enunciato una lista che definisce “molto lunga”: “Il primo è decapitare la leadership iraniana, sbarazzarsi di tutta la loro banda di assassini e criminali. E ci sono molti, molti risultati”.
Sul fronte israeliano, il generale Eyal Zamir, capo di stato maggiore delle Idf, ha diffuso un messaggio video alle truppe. “Siamo a meno di 48 ore dall’inizio della campagna”, ha dichiarato. “Ci attendono ancora molti giorni di combattimenti. Abbiamo iniziato con una forte sorpresa e con risultati molto significativi che hanno influenzato lo sviluppo della campagna”. Zamir ha assicurato che il coordinamento con Washington “è più stretto che mai” e ha avvertito che Israele “agirà con forza contro chiunque tenti di sfidarci”, monitorando sviluppi anche in altri teatri.
A Bruxelles, la riunione d’emergenza dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea si è conclusa con una dichiarazione della rappresentante per la politica estera Kaja Kallas che condanna gli attacchi iraniani contro altri Paesi della regione, definendoli “ingiustificabili”, ma che allo stesso tempo chiede che gli eventi attuali non portino a “un’ulteriore escalation con conseguenze imprevedibili per l’Europa e oltre”. Kallas ha annunciato “tutte le misure necessarie” per la sicurezza dei cittadini europei nella regione e ha confermato l’impegno dell’Ue verso “una soluzione duratura per impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare”.
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, presente al Consiglio straordinario, ha tracciato una linea più prospettica: “L’Europa farà sentire la sua voce e, conclusa la fase più incandescente, cercherà di avere un dialogo diplomatico per favorire la transizione in Iran”. Sul fronte consolare, Tajani ha rassicurato: nessun cittadino italiano risulta colpito dagli attacchi in corso né in Iran né in Israele. Il rimpatrio dei connazionali bloccati nelle zone di conflitto è “in corso di organizzazione”.
A margine della giornata, Tajani ha respinto le polemiche sulla presenza del ministro della Difesa Guido Crosetto a Dubai durante l’avvio delle operazioni: “Era in visita privata, ha lavorato, ha partecipato a tutte le riunioni. Non vedo che polemica si debba fare”.