Economia

Trump rinvia dazi su auto per Europa e Giappone. E li toglie a Canada e Messico

Come da attese il presidente Usa Donald Trump evita di aprire altri due fronti sulle dispute commerciali, che hanno appena visto inasprirsi il confronto con la Cina. L’amministrazione statunitense ha infatti annunciato che intende rinviare di sei mesi il termine entro cui decidere se imporre dazi su auto e componentistica per l’auto importate da Unione europea e Giappone, in base ad una procedura che tutela la sicurezza nazionale.

Più tempo ai negoziati quindi, che verranno condotti dal rappresentante al Commercio Robert Lighthizer puntando a “intervenire sulle minacce di svantaggio” sulla sicurezza nazionale. Secondo il governo Usa infatti la superiorità dell’apparato di Difesa dipende anche dalla competitività dell’industria dell’auto e dalle attività di ricerca e sviluppo che genera. Trump potrà in ogni caso procedere all’imposizione dei dazi nei prossimi mesi di trattative. Oppure “se non verranno raggiunti accordi entro 180 giorni”, ha precisato la portavoce capo della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders.

Resta l’obiettivo del presidente Usa di ridurre le importazioni e il deficit commerciale. Ma evidentemente Washington non ritiene di mettere sullo stesso piano le dispute con Ue e Giappone con quella con la Cina. Nelle ultimissime settimane il quadro dei negoziati con Pechino è sembrato subire netti deterioramenti, dopo che una marcia indietro cinese su precedenti impegni ha visto gli Usa far scattare aumenti dei dazi precedentemente sospesi e la Cina controbattere con dazi di rappresaglia su altri beni Usa.

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per eliminare i dazi sull’acciaio e l’alluminio nei confronti di Canada e Messico. L’accordo rimuove uno dei principali ostacoli per l’approvazione di un nuovo trattato commerciale che sostituisca il Nafta. Ad imporre i dazio era stato lo stesso Trump, che si era avvalso di una legge del 1962 che autorizza il Presidente ad agire in tal senso nel caso di prodotti che il Dipartimento del Commercio ritenga riguardino la sicurezza nazionale.

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