Tsipras pronto ad accettare l’accordo. Schaeuble:”Non si torna indietro”

Tsipras pronto ad accettare l’accordo. Schaeuble:”Non si torna indietro”
1 luglio 2015

di Maurizio Balistreri

Il premier greco Alexis Tsipras si è detto “pronto ad accettare ” le proposte di riforme previste dai creditori internazionali per il salvataggio dellla Grecia. Lo riferiscono fonti europee, precisando che il governo di Atene pone comunque alcune condizioni. L’apertura degli spiragli per un’intesa mette il turbo ai mercati finanziari con le borse che mostrano consistenti recuperi superiori al 2% e acquisti robusti anche sui titoli di Stato. Ad esempio il rendimento sul Btp decennale scende al 2,26% con lo spread sul Bund in calo sotto i 150 punti. Intanto, a quattro giorni dal referendum greco sul piano di salvataggio prospettato dai creditori internazionali, in Grecia il fronte del “no” si conferma in netto vantaggio, ma quello del “sì” riduce le distanze. Secondo un sondaggio realizzato dall’istituto Prorata e pubblicato oggi dal quotidiano Efimerida ton synatkton, il 46% dei consultati è contro l’accettazione del piano, il 37% vuole che il governo di Atene lo sottoscriva e il 17% non ha una precisa idea al riguardo. Prima della chiusura delle banche la stessa questione vedeva il “no” al 57%, il “sì” al 30% e un 13% senza opinione. Il sondaggio è stato tuttavia realizzato prima degli ultimi sviluppi del complicatissimo negoziato e delle nuove aperture di ieri sul piatto dell’eurogruppo. Nel frattempo, è stata spostata alle 17,30 la nuova riunione in videoconferenza dell’Eurogruppo. Lo ha reso noto su Twitter il portavoce del presidente dell’Eurogruppo. Inizialmente la riunione era prevista per le 11,30.

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L’ACCORDO Più nel dettaglio la Grecia accetterà le riforme sull’Iva con una sola modifica: uno sconto del 30% per le isole, molte delle quali sono in regioni difficili da rifornire. Sulla riforma delle pensioni Tsipras chiede che la richiesta di innalzare entro il 2022 l’età pensionabile a 67 anni, inizi a ottobre e non immediatamente. Inoltre chiede che il “contributo di solidarieta’” per i pensionati piu’ poveri sia eliminato piu’ gradualmente, rispetto alla scadenza del 2019 proposta dai creditori. “La Repubblica Ellenica – si legge nella lettera – è pronta ad accettare questa intesa tecnica, in base ad alcuni emendamenti, aggiunte e chiarificazioni, come parte dell’estensione del programma di aiuti gia’ scaduto e di un nuovo (terzo) accordo, la richiesta del quale è stata presentata oggi 30 giugno 2015”. “Come potete notare – prosegue Tsipras – i nostri emendamenti sono concreti e rispettano pienamente la forza e la credibilita’ del programma complessivo”. Dopo il rinvio della riunione di ieri sera e il mancato pagamento al Fmi della rata da 1,6 miliardi di euro, oggi l’Eurogruppo si riunisce di nuovo a Bruxelles, per discutere la richiesta di Atene di un terzo piano di aiuti. Il vertice dei ministri delle Finanze europei e’ slittato di sei ore sull’orario convenuto, si terrà alle 17.30 e non sarà una riunione di routine.

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SCHAEUBLE Il negoziato con la Grecia non può tornare allo “status quo: siamo in una situazione completamente nuova”. Lo dice il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, spegnendo gli entusiasmi dopo l’ultima lettera del premier ellenico Alexis Tsipras che “non è una base per parlare di misure serie”. Parlare prima del referendum indetto dalla Grecia “non ha senso”, ha aggiunto Schaeuble.

FMI Anche il Fmi oggi si riunisce e sceglierà il termine “arretrato” e non “default” per definire il mancato pagamento di Atene. In tal modo la Grecia finirà in una specie di “limbo” e non nell’inferno degli insolventi. Ciò significa che Atene non potrà più partecipare ai fondi del Fmi finché non avrà rimborsato gli arretrati. Inoltre il Fmi potrebbe decidere di prolungare le scadenze di Atene, in base a un meccanismo che finora è stato adottato solo due volte negli anni Ottanta per il Nicaragua e la Guyana. Molto probabilmente su questo ammorbidimento del Fmi ha influito Washington, che vuole a tutti i costi una soluzione per Atene. Sul modo di dare ossigeno alla Grecia, prima o, più probabilmente, dopo il referendum, si dovrà pronunciare l’Eurogruppo, la cui preoccupazione sarà quella di impedire una ‘Grexit’. Il premier Alexis Tsipras ha chiesto prestiti biennali per 29 miliardi di euro all’Esm, impegnandosi ad usarli per le urgenze finanziarie e cioé per ripagare i debiti. Inoltre Tsipras vuole un riscadenzamento dell’attuale debito. Ed è pronto a bloccare il referendium di domenica se i creditori gli verranno incontro. Berlino però si è finora mostrata irremovibile e ha fatto sapere che intende iniziare a trattare con la Grecia solo dopo il referendum di domenica. Oggi si riunisce anche la Bce per valutare la liquidità di emergenza alle banche greche.

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PADOAN I ministri delle Finanze dell’area euro sono sempre aperti a un accordo per la Grecia. Lo sottolinea il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in un’intervista alla Bbc. “A mio avviso e dei miei colleghi dell’Eurogruppo, c’è sempre spazio per un accordo” per la Grecia, ha detto Padoan. “Il profilo del debito della Grecia – ha spiegato Padoan – è molto meno preoccupante di quanto sia spesso rappresentato. Cio’ di cui la Grecia ha bisogno è di ritornare alla crescita e per ritornare alla crescita ha bisogno di fiducia, di credito e soprattutto di misure strutturali”

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