Scienza e Tecnologia

Tutti in sella ma protetti: al via “Sicuri in bicicletta”

Tutti in bici, ma protetti: “Sicuri in bicicletta” è un progetto per una platea di oltre 12 milioni di italiani. Quelli che prendono le due ruote per ecologia, per piacere, per sport: per muoversi anche in città, o per allenarsi per strada. Servono più ciclabili ma anche più educazione sulle due ruote. Il progetto della Fondazione ANIA e della Federazione ciclistica italiana assieme a Polizia e ministero dei Trasporti, propone incontri formativi per illustrare i comportamenti da tenere in sella. Umberto Guidoni, presidente di Fondazione Ania: “Sicuramente la visibilità è uno degli aspetti fondamentali, l’obbligo di portare giubbotti catarifrangenti durante tutta la giornata e non solo di notte; l’obbligo del casco non solo per i minori, perché è uno strumento di protezione importante; dal punto di vista infrastrutturale, che le piste ciclabili siano protette e abbiano un cordolo che le divida dalla sede della strada”. Il primo appuntamento sarà il 17 marzo ad Ancona. Sono stati anche realizzati video tutorial per descrivere le manovre corrette da eseguire quando si guida una bici su strada.

E a tutti gli iscritti alla Federazione verrà distribuito un opuscolo informativo. “Nel 2016 aumentano i ciclisti morti sulle strade italiane, 275. Questo ci dice quanta necessità ci sia di fare prevenzione” prosegue Guidoni. “Oltre al comportamento degli automobilisti anche i ciclisti che hanno dei diritti sulla strada devono però rispettare delle regole e sapere quali tecniche possono usare per evitare che i pericoli si trasformino in tragedie”. Le biciclette rappresentano il mezzo di spostamento di milioni di italiani ma l’Italia conta circa 3500 km di piste ciclabili, come le città di Helsinki o Stoccolma. L’Italia è il terzo paese europeo per numero di vittime dopo Germania e Polonia. Il nostro è un paese in cui la tolleranza reciproca è praticata poco ma la convivenza si realizza rispettando le regole, ricorda il prefetto Roberto Sgalla, direttore delle Specialità della Polizia: “L’auspicio è che dopo la legge approvata a dicembre sulla mobilità dei ciclisti, possa arrivare con la nuova legislatura il codice e all’interno del codice alcune norme relative all’uso della bici. Credo che accanto alle norme e alla formazione possa essere un mix che aiuta realmente ad abbattere un numero di morti oggi assurdo: 275 morti in bicicletta credo sia un tributo che non possiamo più permetterci.”

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