Ucraina, Libano annulla vendita primo carico di grano esportato

Ucraina, Libano annulla vendita primo carico di grano esportato
11 agosto 2022

Il contratto per la vendita del primo carico di grano esportato dall’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa è stato annullato in Libano a causa del ritardo nella consegna, ha reso noto l’ambasciata ucraina in Libano. Per ora solo una nave con un carico di cereali ucraini è arrivata a destinazione finale, in Turchia, Paese che ha mediato per arrivare agli accordi tra Ucraina e Russia per lo sblocco delle spedizioni.

Secondo l’agenzia France Presse, il mercantile battente bandiera della Sierra Leone, Razoni, ha lasciato il porto ucraino di Odessa sul Mar Nero il primo agosto con 26.000 tonnellate di mais e sarebbe dovuta arrivare in Libano domenica sera. Il ritardo di cinque mesi nella consegna originariamente prevista, però, “ha spinto acquirente e mittente a concordare l’annullamento dell’ordine”, ha spiegato ieri in tarda serata l’ambasciata ucraina con una nota, secondo cui sono al vaglio “altre richieste”. Secondo Afp il mercantile Razoni è fermo nel porto di Mersin, nel sud della Turchia. L’imbarcazione è stata controllata la scorsa settimana da ispettori turchi e russi al largo di Istanbul, come da accordi, che prevedono che i carichi siano scortati fuori dai porti ucraini per ragioni di sicurezza. Non si hanno notizie di problemi o irregolarità riscontrati durante le ispezioni.

Russia e Ucraina hanno firmato il 22 luglio due accordi separati, convalidati da Turchia e Nazioni Unite, per consentire le esportazioni di cereali ucraini bloccati dalla guerra e quelle di prodotti agricoli russi nonostante le sanzioni occidentali. Venerdì, tre carichi di mais hanno lasciato l’Ucraina in un convoglio, diretto a Irlanda, Inghilterra e Turchia, secondo il ministero della Difesa turco. Secondo altre fonti, due mercantili sono attesi in Puglia, uno trasporta semi di mais destinati alla produzione di olio, e un terzo deve salpare alla volta di Ravenna. Lunedì una prima nave è arrivata alla sua destinazione finale, in Turchia. Le autorità ucraine auspicano che da tre a cinque imbarcazioni possano partire ogni giorno entro due settimane circa.

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