Un gol di Lautaro Martinez al 15’ del primo tempo, perfetto e letale come un’incisione chirurgica, regala all’Inter una vittoria di misura ma preziosissima sul campo dell’Udinese. Finisce 0-1 al Bluenergy Stadium, in un match dove i nerazzurri hanno controllato la prima frazione per poi soffrire e chiudersi nella ripresa. Tre punti che, in attesa del recupero tra Napoli e Sassuolo, proiettano la squadra di Cristian Chivu a +6 sul Milan secondo. I friulani di Runjaic escono a testa alta dopo una reazione orgogliosa, ma la classifica resta spietata.
La partita ha avuto un’unica vera regia, quella nerazzurra, nella prima mezz’ora. L’Inter è partita con il piglio della capolista, imponendo ritmi e geometrie. Federico Dimarco, su un cross dalla sinistra, e Manuel Akanji, di testa su corner, hanno sfiorato il vantaggio nei primi dieci minuti. Poi, al quarto d’arcobaleno, è arrivata la giocata che ha deciso la sera. Pio Esposito, in crescita esponenziale, ha servito con un tocco di prima il compagno di reparto.
Lautaro, sulla trequarti, ha saltato con un corpo a sinistra il marcatore, ha protetto la sfera ed ha finalizzato con un destro a giro che ha scavalcato la discesa di Maduka Okoye per infilarsi nell’angolo basso alla sua sinistra. Gol numero 17 in campionato per il capitano, sempre più leader e trascinatore. Il dominio è proseguito fino all’intervallo, con l’Udinese in grande difficoltà a costruire e l’Inter pericolosa ancora con Henrikh Mkhitaryan.
L’Udinese si sveglia, l’Inter si chiude e resiste
La ripresa ha visto un cambiamento di scenario netto. L’Udinese, probabilmente sollecitata dallo staff, ha alzato di diversi metri il baricentro, pressando aggressivo e trovando più frequentemente la via della porta avversaria. Ci ha pensato Yann Sommer, sempre affidabile, a parare in corner su un destro di Piotrowski. All’altra estremità del campo, Okoye ha compiuto l’intervento più importante della sua serata, respingendo in due tempi un mancino potente di Mkhitaryan.
Al 61’, un lampo di gioia nerazzurra si è spento sul VAR: rete annullata a Dimarco per un fuorigioco millimetrico di Pio Esposito nella fase iniziale dell’azione. La partita è entrata nel vivo della contestazione al 70’, quando Carlos Augusto ha fermato in contropiede Davis con un intervento al limite dell’area. Per l’arbitro Di Bello è stata ammonizione, ma la panchina friulana ha reclamato a gran voce il cartellino rosso per ultimo uomo, innescando proteste lunghe e animate.
Nella mezz’ora finale, la partita si è trasformata in un assedio. L’Inter, con gli inserimenti di Acerbi e Frattesi, si è arroccata cercando il contropiede. L’Udinese ha lanciato tutti in avanti, trovando il suo uomo più pericoloso in Davis. Proprio sull’esterno inglese è arrivata la chiusura decisiva, un tackle perfetto e tempestivo di Manuel Akanji a pochi minuti dal termine, che ha spento l’ultimo, pericoloso assalto.
Tabellino e voti: Martinez stellare, Okoye salva
| UDINESE (3-5-2): Okoye 6; Kristensen 6, Kabasele 5 (75′ Bertola 6), Solet 5.5; Zanoli 5 (75′ Ehizibue 6), Piotrowski 5.5 (45′ Miller 6), Karlstrom 5.5, Ekkelenkamp 6 (84′ Bayo sv), Kamara 6; Atta 5.5 (75′ Gueye 6), Davis 5. All. Runjaic. |
| INTER (3-5-2): Sommer 6; Bisseck 6.5, Akanji 6.5, Carlos Augusto 6 (77′ Acerbi sv); Luis Henrique 6.5, Barella 6, Zielinski 6.5 (88′ Sucic sv), Mkhitaryan 6.5 (78′ Frattesi sv), Dimarco 7; Lautaro 7.5 (88′ de Vrij sv), Esposito 6.5 (68′ Bonny 6). All. Chivu. |
| Arbitro: Di Bello. Marcatore: 20′ Lautaro Martinez. Ammoniti: Carlos Augusto (I). Espulsi: Nessuno. |
La classifica si allunga, il Milan ora è a -6
Con questi tre punti, l’Inter consolida il primo posto e mette pressione a tutti gli inseguitori. Il Milan, fermo a 43, ora è distanziato di sei lunghezze. La Juventus, in trasferta a Cagliari, ha l’obbligo di vincere per restare a -7. Il calendario ora si fa intenso: venerdì prossimo l’Inter riceve il Pisa al Meazza, mentre il big match della prossima giornata sarà senza dubbio Roma-Milan domenica 25 gennaio. L’Udinese, ferma a 26 punti, dovrà invece cercare la risalita già lunedì 26 sul campo del Verona. Una partita che, in casa friulana, vale già come una finale.