Salute e Benessere

Servizio di teleassistenza e teleriabilitazione per le demenze

L’Italia è un Paese “sempre più vecchio” dove oggi vivono quasi 14 milioni di over 65, la metà dei quali ha più di 75 anni. Con il progressivo invecchiamento della popolazione nel 2051 si conteranno 280 anziani ogni 100 giovani. In questo contesto, le demenze rappresentano una priorità di salute pubblica. “E’ chiaro che con l’invecchiamento della popolazione – ha spiegato la responsabile Centro disturbi cognitivi e Area integrazione socio-sanitaria Distretto di Sassuolo, Barbara Manni – l’aumento delle malattie degenerative come la demenza stanno aumentando: si stimano 1,2 milioni di casi in Italia ma c’è un 30% di sottostimato, ovviamente”.

Ad assistere le persone affette da forme di demenza sono principalmente i familiari, un esercito di tre milioni di cosiddetti “caregiver”, che dedica loro una media di 15 ore al giorno, tra cura e sorveglianza. I “caregiver” sono a loro volta lavoratori attivi e le cui prestazioni assistenziali non solo non sono remunerate ma possono determinare assenze dal lavoro, sindrome di burnout e deterioramento della salute psico-fisica. “Il problema è che la demenza porta ad una progressiva perdita della memoria e quindi di autonomia funzionale e ovviamente coinvolge sempre il caregiver, perché richiede sempre più assistenza” ha proseguito Manni, ricordando che “il problema è che è una malattia che può complicarsi con sintomi comportamentali e tante volte sono sintomi in cui l’ambiente stesso o lo stesso caregiver sono fonti che amplificano e attivano i disturbi del comportamento”. “Motivo per cui la geriatria nell’affrontare una malattia come la demenza – ha aggiunto – si sta approcciando agli interventi psicosociali: tra la stimolazione cognitiva, la terapia occupazionale che aiutano attraverso l’occupazione, quindi un’attività vera, concreta, significativa, a minimizzare i disturbi cognitivi, le disabilità cognitive-funzionali, ed ad enfatizzare quello che ancora sono capaci di fare”.

Si stima che il 40% dei caregiver di malati di Alzheimer sia ancora in età lavorativa ma è stata costretta ad abbandonare il lavoro, mentre tra quelli che devono conciliare vita professionale e attività di cura, il 59% segnala cambiamenti nell’attività lavorativa soprattutto a causa delle assenze ripetute. Un fenomeno di cui le aziende sono sempre più consapevoli e che è alla base delle numerose partnership avviate da Careapt, startup del gruppo Zambon dedicata allo sviluppo di soluzioni di digital health per persone con malattie croniche, che lancia DemedyaCare. “DemedyaCare è il primo programma di teleassistenza e teleriabilitazione dedicato al mondo delle demenze, alle persone con demenza e ai loro caregiver, alle loro famiglie” ha precisato il direttore generale di Careapt, Orientina Di Giovanni, sottolineando che si tratta di “un programma che li affianca nella vita quotidiana offrendo loro il supporto e il sostegno di una competenza fondamentale che è quella della terapia occupazionale, che proprio lavora sulle attività svolte ogni giorno dalle persone malate, ma soprattutto dai loro caregiver che devono aiutarli perché queste persone hanno delle disabilità, aiutandoli a impostare questa attività in modo che il paziente possa essere più coinvolto e più stimolato e nello stesso tempo queste attività possano risultare meno faticose e meno stressanti per i caregiver”.

I risultati della fase test beta, che ha coinvolto per 12 mesi 50 tra pazienti e caregiver, sono stati recentemente presentati al Congresso dell Associazione Italiana di Psicogeriatria. “Aiutando il caregiver a capire come affrontare la malattia, ad adattarsi man mano che questa evolve, si ha veramente la possibilità di affrontare anni, perché si intende anche dieci-quindici anni, di gestione a domicilio” ha continuato Barbara Manni, concludendo “è qua che vogliamo puntare con la geriatria: non solo il farmaco ma anche tutto quello che è l intervento psicosociale”.

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