Leonardo Maria Del Vecchio
Leonardo Maria Del Vecchio espande il raggio d’azione di Lmdv Capital entrando nel mercato dei “fine Japanese spirits” con Shirabi Gin. Il progetto, realizzato in collaborazione con i fratelli Miyakawa e il designer Kenya Hara, punta su una produzione d’élite di 5.000 bottiglie annue, ridefinendo i canoni della purezza e del design applicati al beverage di lusso.
L’investimento di Lmdv Capital nel settore del food and beverage non è un’operazione di pura diversificazione finanziaria, ma un esercizio di posizionamento estetico. Shirabi Gin si presenta come un manufatto che elude le convenzioni della distillazione tradizionale. La ricetta, messa a punto con Yoichi Motoki, si focalizza su botaniche giapponesi di rara reperibilità, trattate per ottenere quella che la nota ufficiale definisce una “silenziosa intensità”.
Non c’è spazio per la saturazione aromatica; domina la ricerca della profondità. Il contenitore stesso, una bottiglia in acciaio inossidabile concepita da Kenya Hara, trasforma il prodotto in un oggetto di design industriale. L’acciaio, materiale freddo e incorruttibile, diventa il manifesto di una visione che predilige la sottrazione all’eccesso. In questo contesto, il gin cessa di essere una commodity per farsi archetipo di una precisione quasi scientifica, dove ogni dettaglio è calibrato per esprimere un’idea di purezza assoluta.
La logica distributiva segue la medesima linea del rigore. Con una produzione confinata a 5.000 unità all’anno, Shirabi Gin adotta un modello di scarsità programmata simile a quello dell’alta orologeria o della moda d’archivio. L’assegnazione delle bottiglie non avviene tramite i canali del retail massificato, ma attraverso un sistema di prenotazione con selezione e quantità controllate.
La supervisione creativa di Giovanni e Francesco Bassan garantisce al brand un linguaggio contemporaneo, capace di dialogare con una clientela che cerca l’esclusività nell’autenticità del gesto produttivo. Lmdv Capital non si limita a lanciare un singolo prodotto, ma getta le basi per un polo d’eccellenza negli spirits giapponesi, dove la qualità del liquido è inscindibile dal valore simbolico della sua veste. È una sfida alla quantità in nome di una nicchia che non accetta compromessi.