Ursula Andress
La diva che conquistò il mondo emergendo dal mare in bikini bianco accanto a Sean Connery ora combatte una battaglia ben diversa. Ursula Andress, 88 anni, prima Bond girl della storia del cinema, è vittima di una truffa finanziaria da 20 milioni di euro. L’attrice, che vive ritirata alle porte della capitale, ha denunciato il sistema di raggiri che l’avrebbe privata dei risparmi di una vita. Al centro dell’inchiesta un gestore patrimoniale svizzero, morto suicida dopo le prime ammissioni.
Il mito di Honey Rider si scontra con una realtà amara. Quel fotogramma del 1962, impresso nella memoria collettiva di generazioni di spettatori, oggi stride con l’immagine di una donna anziana derubata e tradita. La stella che illuminò Agente 007 – Licenza di uccidere ha scelto di rompere il silenzio attraverso il quotidiano svizzero Blick, raccontando una vicenda che ha i contorni del dramma personale e finanziario.
La figura centrale dell’inchiesta è Eric Freymond, ex gestore patrimoniale dell’attrice, recentemente scomparso. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe agito nell’ombra per anni, orchestrando operazioni opache e dirottando i capitali della Andress verso titoli privi di valore. Ma c’è di più. Gli inquirenti sospettano che parte consistente del patrimonio sia stata impiegata per acquistare opere d’arte di pregio. Quadri e sculture che però non sono mai entrati nella disponibilità dell’attrice. Risultano invece intestati alla moglie del broker. Un tesoro di cui oggi non si conosce né il valore reale né l’ubicazione esatta.
Il caso Andress non rappresenta un episodio isolato nella carriera di Freymond. Il gestore era già finito nel mirino della giustizia elvetica per una denuncia analoga presentata da Nicolas Puech, erede della maison Hermès. Una coincidenza che rafforza i sospetti su un modus operandi consolidato, reiterato ai danni di clienti facoltosi e fiduciosi.
Ursula Andress ha affidato alla stampa svizzera parole cariche di rabbia e sofferenza. “Sono ancora sotto shock”, ha confessato la diva, descrivendo quello che definisce un vero e proprio assedio psicologico durato quasi un decennio. “Per otto anni sono stata adulata e manipolata. Hanno mentito senza scrupoli, sfruttando la mia fiducia in modo perfido e criminale”. L’attrice racconta di lusinghe continue, rassicurazioni tecniche, promesse di rendimenti sicuri. Una tela di inganni tessuta con pazienza e metodo.
Il danno non è stato soltanto economico. La salute dell’attrice ne ha risentito pesantemente. Ansia, insonnia, un senso di impotenza che l’accompagna giorno e notte. “Speravo di vivere serenamente gli ultimi anni della mia vita, invece sono stata ignobilmente truffata”, ha dichiarato. Parole che tradiscono non solo la perdita materiale, ma anche quella fiducia negli altri che una vita trascorsa sotto i riflettori non era riuscita a scalfire.
La vicenda giudiziaria si complica a causa della morte di Freymond, avvenuta per suicidio nel luglio scorso. Il gesto estremo è arrivato poche settimane dopo che il gestore aveva ammesso parte delle contestazioni mosse nei suoi confronti. Nonostante il decesso del principale indagato, le autorità svizzere non hanno alcuna intenzione di fermarsi. Nel Canton Vaud sono scattate perquisizioni negli uffici di avvocati e notai che avrebbero collaborato con il broker nelle operazioni sospette.
I professionisti coinvolti reagiscono in ordine sparso. Alcuni respingono categoricamente le accuse, altri si trincerano dietro il segreto professionale. Intanto il management di Ursula Andress ha confermato la determinazione ad andare fino in fondo. L’obiettivo è duplice: individuare eventuali complici rimasti nell’ombra e tentare il recupero di un patrimonio che sembra svanito nel nulla. Una battaglia legale che si preannuncia lunga e complessa, ma che l’attrice intende combattere con la stessa tenacia che l’ha resa immortale sullo schermo.Claude è un’AI e può commettere errori. Verifica le risposte. Sonnet 4.5Claude è