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I dati ufficiali certificano al vittoria di Trump, il presidente eletto verso la Casa Bianca

Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali statunitensi, ma Hillary Clinton ha ottenuto quasi tre milioni di voti in più. A circa un mese e mezzo dall’Election Day, i dati sono definitivi e certificati: la candidata democratica, Hillary Clinton, ha ottenuto 65.844.610 voti (48,2%); il candidato repubblicano, Donald Trump, ha conquistato 62.979.636 preferenze (46,1%); tutti gli altri candidati, insieme, hanno ottenuto 7.804.213 voti (5,7%). Lunedì, la vittoria di Trump è stata certificata dal Collegio elettorale, con 304 grandi elettori che hanno votato per il miliardario (due repubblicani non lo hanno votato) e 227 per Clinton (cinque democratici non l’hanno votata). In queste settimane, sono stati Dave Wasserman e il Cook Political Report ad aggiornare costantemente i dati provenienti dai 50 Stati e dal District of Columbia. Trump, nonostante la sconfitta nel voto popolare, è il candidato repubblicano più votato, avendo superato George W. Bush, che nel 2004 ottenne 62.039.073 voti.

Il democratico Barack Obama resta il candidato più votato in un’elezione presidenziale statunitense, con 69.297.997 preferenze ottenute nel 2008, ma Clinton ha ricevuto più voti di qualsiasi candidato bianco alle elezioni presidenziali statunitensi: in pratica, escluso l’attuale presidente, nessun candidato ha mai ottenuto più voti di Clinton, che ha anche un altro primato: quello di candidato perdente che ha ottenuto il vantaggio maggiore sul candidato vincente nel voto popolare (quest’anno, per la quinta volta, il voto popolare ha premiato il candidato perdente). Il Cook Political Report ha raccolto 22 fatti interessanti relativi alle elezioni presidenziali: tra questi, il più rilevante è che sono stati decisivi, per la vittoria di Trump, solo 77.759 voti, quelli che gli hanno permesso di conquistare Wisconsin (+22.748 voti), Pennsylvania (+44.307 voti) e Michigan (+10.704 voti); volendo essere ancora più specifici, sono state decisive tre contee: Macomb County in Michigan, York County in Pennsylvania e Waukesha County in Wisconsin. Lo Stato dove è stato registrato il maggior incremento nel numero di voti rispetto al 2012 è stato il Texas (+12,2%), mentre all’opposto c’è il Mississippi (-6,7%). Lo Stato dove il partito repubblicano ha migliorato maggiormente il proprio risultato in termini percentuali è stato il North Dakota (16,1%), mentre per i democratici è stato lo Utah (30%), dove comunque ha perso.

VERSO L’INAUGURAZIONE “Giuro solennemente che eseguiro’ con fedelta’ il lavoro da presidente degli Stati Unti e che agiro’ al meglio delle mie capacita’ per preservare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti”. Donald Trump giurera’ con queste parole, con la mano sulla Bibbia, il giorno dell’inaugurazione, il prossimo 20 gennaio davanti a Capitol Hill. La tradizione vuole che il presidente uscente accompagni al Capitol il presidente eletto per l’inaugurazione ma su Trump sono circolate le indiscrezioni piu’ stravaganti, compresa quella secondo la quale arrivera’ in elicottero, direttamente da New York. Dai tempi di George Washington, dal 1789, ogni presidente tiene un discorso inaugurale, dopo il giuramento previsto intorno a mezzogiorno. Il discorso di Thomas Jefferson nel 1801 fu il primo ad essere poi stampato su un giornale. Gli ex presidenti, i parlamentari, i governatori, i membri del governo e gli ospiti di riguardato cominceranno ad arrivare al Capitol gia’ dalle nove del mattino, cosi’ come le delegazioni degli ambasciatori stranieri a Washington. Sono previste esibizioni canore e la tradizionale performance della banda della marina. Dopo il discorso di insediamento del presidente viene cantato l’inno nazionale prima di passare alla firma dei documenti ufficiali per la presidenza.

PARATE, PRANZI, CENE E BALLI Per la sua inaugurazione, Trump ha annunciato una settimana di festeggiamenti, anche con una serie di cene private. Il primo pranzo ufficiale e’ quello al Capitol, dopo il giuramento, con il vice presidente. Seguira’ la tradizionale parata lungo Pennsylvania Avenue alla quale il nuovo presidente assiste dalla Casa Bianca. Nella stessa giornata sono previsti due balli: quello da “comandante in capo” con il personale militare (‘The Salute to Our Armed Service Ball’) e poi il ballo inaugurale ufficiale.

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