Cronaca

Valanga di fango devasta la città di Mocoa, salgono a oltre 200 le vittime

Sotto un cielo grigio e minaccioso, oltre 1.200 soccorritori proseguono in Colombia la loro lotta contro il tempo per trovare eventuali superstiti sotto il mare di fango che s’è abbattuto sulla città di Mocoa. Una catastrofe il cui bilancio non è ancora chiaro: secondo alcune fonti di stampa locale i morti sarebbero addirittura oltre 300. La Croce Rossa, invece, ha fatto stato di 200 vittime e più di 400 feriti. Sotto la colata di fango si teme possano esserci almeno 200 residenti: tanti, al momento, ne risultano dispersi. A causare gli smottamenti, in questa area a circa 500 chilometri a Sud di Bogotà, le piogge torrenziali degli ultimi giorni, provocate secondo alcuni esperti dal fenomeno di El Ninho, che hanno fatto straripare i fiumi Mocoa, Sangoyaco e Mulatos nella provincia di Putumayo. I fiumi hanno trascinato cun mare di fango che ha distrutto abitazioni e interi isolati. Il paese latinoamericano si è mobilitato e il presidente Juan Manuel Santos è andato ieri sul luogo del disastro per sovrintendere ai soccorsi, dopo aver proclamato lo stato di calamità naturale. La sua presenza sarà “garanzia di attenzione alle vittime di questa tragedia, per la quale tutti i colombiani sono in lutto”, ha scritto lo stesso capo dello Stato su Twitter.

Le operazioni, tra l’altro, sono rese ancora più difficoltose dal fatto che Mocoa si trova nel mezzo della foresta amazzonica, collegata con il resto del Paese solo per via aerea o tramite strade al momento impraticabili. Alcune immagini della città hanno mostrato i residenti in lacrime davanti una lista di bambini scomparsi. “Faremo il possibile per aiutarvi. Ho il cuore spezzato”, ha commentato un commosso Santos. Intanto, l’aviazione locale sta trasferendo sul luogo della strage attrezzature, acqua e medicine. Si tratta di più di sette tonnellate di materiale, secondo le autorità locali, mentre 1.292 effettivi del sistema nazionale di gestione delle catastrofi naturali “lavorano all’operazione “Tutti con Mocoa”, ha riferito la stessa fonte. Senza acqua corrente, per superare la prima emergenza, alcuni superstiti hanno detto di avere fatto ricorso all’acqua piovana per soddisfare la sete. Anche le linee elettriche sono fuori uso in tutta l’area. “E’ una tragedia senza precedenti”, ha dichiarato il governatore di Putumayo, Sorrel Aroca. Le piogge su Mocoa dovrebbero “diminuire lentamente” a partire da stasera, ha detto Diego Suarez, dell’Istituto di Idrologia, Meteorologia e Studi Ambientali della Colombia (Ideam). Francia, Unione Europea, Germania, Spagna, Brasile, Ecuador e Venezuela, tra gli altri, hanno espresso la loro solidarietà. Dolore per la frana è stato espresso da Papa Francesco nell’Angelus recitato a Carpi in piazza Martiri, dopo la Santa Messa. “Assicuro – ha detto il Pontefice – la mia e vostra vicinanza a quanti piangono la scomparsa dei loro cari”. Il Santo Padre ha anche affermato di seguire “con viva attenzione” l’evolversi della situazione in Venezuela e in Paraguay”, aggiungendo: “Prego per quelle popolazioni, a me molto care, e invito tutti a perseverare senza stancarsi, evitando ogni violenza, nella ricerca di soluzioni politiche”.

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