Veneto, Friuli e Campania: scuole chiuse fino a fine gennaio. Governo naviga a vista

Veneto, Friuli e Campania: scuole chiuse fino a fine gennaio. Governo naviga a vista
4 gennaio 2021

Il dibattito sulla riapertura delle scuola il 7 gennaio è acceso. Alcune Regioni, in primis il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Campania, si sono sganciate e hanno annunciato di voler proseguire con la didattica on line, fino a fine mese. Il governatore veneto, Luca Zaia, ha già firmato l’ordinanza: “Ho firmato un’ordinanza per la chiusura delle scuole superiori, in considerazione della probabile terza ondata, di procrastinare la didattica a distanza dal 7 gennaio a fine mese. È un sacrificio, tifiamo perché la scuola sia in presenza, ma abbiamo anche l’obbligo di analizzare la situazione epidemiologica”.

Sulla stessa linea anche il Friuli Venezia Giulia, dove il governatore Massimiliano Fedriga, si appresta a firmare “un’ordinanza che sposti dopo il 31 gennaio il rientro in classe dei ragazzi delle secondarie di secondo grado”. In Campania le scuole riapriranno l’11 gennaio, con le scuole dell’infanzia e le prime due classi della scuola primaria. A seguire le superiori, dopo una valutazione che verrà effettuata a partire dal 25 gennaio. Tra le prime reazioni del governo, quella del ministro per gli Affari regionali, secondo il quale, “le regioni che spostano in avanti la riapertura delle scuole per ragioni epidemiologiche dovrebbero farlo anche con gli impianti sciistici”.

“Sulla scuola – ha ricordato Francesco Boccia – è stata fatta un’intesa importante, un lavoro straordinario delle ministre Lamorgese, Azzolina e De Micheli per la ripartenza con un meccanismo di raccordo con i prefetti che intervengono con tavoli territoriali.
È prevista la ripartenza il 7 e questa sera ci sarà un provvedimento, una proposta di Speranza, con questa data. Alcune regioni hanno emanato ordinanze diverse valutando la loro condizione epidemiologica più critica, è una valutazione che faremo anche noi, ma se si sposta la ripartenza delle scuole a fine gennaio e si mantiene l’apertura degli impianti sciistici il 18 gennaio c’è qualcosa che non torna. Venerdì tireremo le somme con la cabina di regia e vedremo se ci dovesse essere bisogno di misure ulteriori”, ha concluso.

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A dar man forte a Boccia, il M5s. “Continuare a tergiversare sulla data di riapertura degli istituti scolastici, procrastinando il rientro dei nostri studenti, come stanno facendo molti presidente di Regione, dopo accordi ben precisi sui tracciamenti e sul TPL assunti a dicembre non è più accettabile – hanno affermato gli esponenti del MoVimento 5 Stelle in commissione Istruzione al Senato -. Lo scorso 23 dicembre sono stati presi degli accordi tra il governo e le Regioni, messi nero su bianco, che devono essere rispettati”. In campo anche il Pd. “Il Governo ha deciso per la riapertura. E non lo ha certo fatto a cuor leggero – ha dichiarato la deputata dem Rosa Maria Di Giorgi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera e componente della commissione Cultura -. Rischi? Certamente. Anche al supermercato si corrono rischi. O se si entra in un bar. Si deve fare attenzione. Chi nega questo? Ma basta con questo balletto di dichiarazioni che spostano sulla scuola problemi di organizzazione del trasporto pubblico la cui maggiore responsabilità ricade sulle regioni. I Governatori si prendano le loro responsabilità, si organizzino, facciano convenzioni con le aziende private dei trasporti. I sindaci facciano i controlli alle uscite, i dirigenti scolastici facciano gli scaglionamenti per entrate e uscite. Si organizzi tutto ciò che serve. Ci si faccia carico dei nostri giovani che di fatto da quasi un anno non vanno più a scuola”.

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Critico invece con l’esecutivo Conte 2, il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova. “E` inaccettabile che a 60 ore dalla prevista apertura delle scuole dopo la pausa natalizia, milioni di studenti con le loro famiglie e i loro docenti ancora siano attesa di una comunicazione precisa e inequivoca sulle modalità in cui riprenderanno le lezioni. Peraltro non avendo messo in atto in modo incisivo le misure necessarie a una riapertura in sicurezza”. Della Vedova ha sottolineato anche “un irriguardoso ritardo che connota una volta di più l`inadeguatezza del Conte bis a gestire sul piano delle politiche e della comunicazione la crisi della pandemia. Esattamente come sta accadendo sui vaccini: chi oggi chiede di vaccinare h24 centra il problema che Più Europa per prima ha segnalato, ovvero la totale inadeguatezza del piano italiano. La prima cosa è estendere la platea dei vaccinatori coinvolgendo tutte le strutture sanitarie private, compresi – ha concluso Della Vedova – ambulatori dentistici e farmacie”.

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