A Venezia è tempo di bilanci, oltre 1 miliardo di euro di danni. Brugnaro commissario, polemiche sul Mose

A Venezia è tempo di bilanci, oltre 1 miliardo di euro di danni. Brugnaro commissario, polemiche sul Mose
15 novembre 2019

L’acqua ricopre implacabile gli intrecci geometrici degli splendidi mosaici policromi del pavimento di San Marco, riflettendone lo scintillio. “Non credo servano parole per fare capire cosa sta succedendo a #Venezia. Bastano queste immagini di #SanMarco”, scrive Dario Franceschini postando su Twitter un video della basilica allagata. E’ qui, nel cuore della citta’ sommersa e in preda a un nuovo giorno di paura, che il ministro dei Beni culturali e del Turismo fa in mattinata il suo sopralluogo, accompagnato dal sindaco Luigi Brugnaro. “Si sta facendo il censimento dei danni, per fortuna non sono irreparabili ma ci sono”, dice uscendo dalla chiesa, invocando “interventi strutturali” e annunciando che l’incentivo fiscale dell’art bonus sara’ esteso alle donazioni “per tutto il patrimonio ecclesiastico di Venezia”.

I 20 milioni stanziati dal governo “verranno usati per le prime urgenze”, continua, ma qui – sottolinea – “servono cifre ben diverse. Rifinanzieremo la legge speciale per Venezia e andra’ fatto molto di piu’. Quello che l’uomo puo’ fare per controllare i fenomeni della natura va fatto in tutti i modi. C’e’ un problema di completamento del Mose, c’e’ un problema di investimento per le persone che qua vivono e lavorano, di tutela di un patrimonio culturale unico al mondo”. Il richiamo e’ ai mecenati privati pronti a donare parte del loro capitale all’arte, ai quali saranno estese le agevolazioni dell’art bonus – ed e’ gia’ depositato un emendamento ad hoc – per gli interventi a difesa delle chiese veneziane, e sono almeno 60-70 quelle invase dall’acqua e dalla melma. Ma nella sua passeggiata a piedi – che sfiora anche il set di ‘Sei tornato’, il film con Stefano Accorsi – incontra tanti bottegai e negozianti angosciati e insieme pronti a fare del disastro un’occasione di rinascita. Gli impianti elettrici in tilt stanno causando grossi disagi, ma le collezioni museali per fortuna sono intatte, piccoli danni si registrano alla Marciana e al Ducale si e’ allagata solo una parte dell’archivio. La marea eccezionale di questi giorni tendera’ a calare, ma – come per le scosse di assestamento di un terremoto – ci vorra’ ancora tempo per la conta dei danni.

Intanto, è tempo di commissari. Dopo la nomina di Elisabetta Spitz, per il Mose, Brugnaro è divenuto commissario per l’emergenza a Venezia.Il sindaco veneziano parla di oltre un miliardo di euro di danni. Somme parziali, per dirla con Brugnaro, perché “stiamo parlando dei danni dell’altro giorno non di quelli di oggi “. La città della Laguna da tre giorni è messa in ginocchio dall’acqua alta da record. La marea ieri ha continuato a salire, superando il livello di un metro e 52 e allagando il 70 per cento del centro storico. Le maree eccezionali di questi giorni a Venezia hanno battuto diversi record: mai infatti, dal 1872, si erano presentati due eventi di acqua alta superiori ai 150 centimetri nello stesso anno, men che meno nella stessa settimana, come segnala il Centro previsioni maree del Comune. La macchina della solidarietà per salvare Venezia è scattata da giorni. Tra le ultime iniziative, l’attivazione del numero solidale 45500 da parte Protezione Civile. Mentre le polemiche sul Mose, continuano a tenere banco.

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“Ho chiesto che venisse utilizzato il Mose alla vigilia dell’acqua alta eccezionale di martedi’ notte ma i Commissari hanno detto no” tuona il sindaco di Chioggia, Alessandro Ferro, il quale riferisce che la giustificazione dei Commissari del Consorzio Venezia Nuova (Cnv) e’ stata che “il Mose non e’ stato collaudato, quindi non puo’ essere utilizzato”. Peraltro i Commissari avevano previsto dei test il 21 e il 24 ottobre, poi annullati per alcune vibrazioni sospette riscontrate nelle tubature. Oggi a Chioggia l’acqua ha toccato una punta di 150 cm, mentre martedi’ la quota era stata di 170cm. Negli atti sottoscritti tra Consorzio Venezia Nuova e Provveditorato alle opere pubbliche per il Veneto e’ scritto che nel corso del 2019 sono previste prove tecniche del Mose a “mare calmo” e nel 2020 quella a “mare grosso”, si apprende da fonti del Cvn, le quali specificano che non era cosi’ possibile effettuate una manovra di innalzamento delle dighe mobili la notte della marea eccezionale del 12 novembre scorso.

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