Venticinque anni di amicizia sfociano in musica: Ferro e Giorgia firmano insieme il loro primo brano
“Superstar” è nata da conversazioni notturne tra fusi orari diversi e racconta gli alti e i bassi della carriera artistica; il tour negli stadi è già a quota 400 mila biglietti venduti.
Giorgia e Tiziano Ferro
Ci sono collaborazioni che si annunciano da anni e non arrivano mai, e poi c’è “Superstar”. La ballad firmata da Tiziano Ferro e Giorgia — disponibile da oggi in tutti gli store digitali — è il frutto di un’amicizia lunga un quarto di secolo, costruita pezzo per pezzo in conversazioni notturne tra fusi orari diversi, che alla fine ha trovato la sua forma naturale in una canzone. Un brano che parla del mestiere della musica, del suo peso e della sua fragilità, e che anticipa “Sono un grande (Deluxe)”, l’album in uscita il 22 maggio con sette nuovi brani e cinque collaborazioni inedite.
La genesi: messaggi vocali tra Los Angeles e Roma
Tutto nasce da uno scambio informale. Ferro, dall’America, comincia a mandare messaggi a Giorgia: testo e audio, conversazioni sulla vita, sulla necessità di stare bene. Da quelle note vocali emerge un’idea musicale — una strofa, un inciso — che lui formalizza e spedisce all’amica. La risposta arriva rapida e va oltre le aspettative. “Lei aveva preso la mia provocazione e l’aveva portata cinque livelli oltre”, racconta il cantautore di Latina. “Le sue parole mi hanno devastato.” Giorgia, da parte sua, descrive il processo come immediato, quasi inevitabile: “Mi è venuto facile lasciarmi ispirare.” L’unica vera difficoltà, ammette, era quella logistica di sempre — incastrare fusi orari differenti per trovarsi.
I due si erano già incrociati sul palco nel 2018, in una versione de “Il Conforto”, ma un inedito vero e proprio non c’era mai stato. “Superstar” chiude quel cerchio aperto. Il brano può sembrare criptico in superficie. Non lo è. Racconta le luci e le ombre del mondo dello spettacolo — le canzoni, i dischi, i tour, i grandi successi — ma anche i momenti in cui il palco si spegne e resta solo la persona. “Superstar può essere chiunque”, spiega Giorgia. “Non serve un lavoro particolare: è qualcuno che dà, e non sempre riceve in cambio.” Una lettura che allarga il raggio del brano ben oltre l’autobiografia artistica, trasformandolo in qualcosa di più universale.
Sul piano sonoro, il percorso va dai primi provini registrati a Los Angeles con Marco Sonzini fino alla produzione definitiva curata da Zef, lo stesso team che ha già firmato “Cuore Rotto”, “Fingo & Spingo” e “Sono un grande”.
Il tour: dodici stadi, 400 mila biglietti
“Superstar” è anche la prima mossa di un’offensiva commerciale ben costruita. L’album deluxe è in preorder — CD con poster, versione autografata in esclusiva per Sugar Music — e il tour “Stadi 26”, prodotto da Live Nation, ha già venduto 400 mila biglietti per dodici date.
Si parte il 30 maggio da Lignano Sabbiadoro, si passa per San Siro (due serate), l’Allianz Stadium di Torino, lo Stadio Olimpico di Roma (doppia data), fino a chiudere il 12 luglio allo Stadio San Filippo di Messina. Un’agenda da grande formato, coerente con il ritorno di Ferro a Sanremo lo scorso febbraio per celebrare i venticinque anni di “Xdono” — e con la sensazione, sempre più concreta, che questo sia uno dei ritorni più attesi della stagione musicale italiana.
