Politica

Via della Seta, Xi promette apertura e trasparenza

L’iniziativa Belt and Road, la nuova Via della Seta, per la connessione infrastrutturale di Asia, Europa e Africa “non e’ un club esclusivo” e sara’ di beneficio “a tutti i partecipanti” con “trasparenza e sostenibilita’”. Cosi’ il presidente cinese, Xi Jinping, ha presentato l’ambizioso progetto all’apertura a Pechino del secondo Belt and Road Forum dedicato all’iniziativa da lui stesso lanciato nel 2013, a cui parteciperanno, tra gli altri, anche il presidente russo, Vladimir Putin, e il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, atterrato a Pechino a poche settimane dall’adesione italiana al maxi-progetto. L’iniziativa – ha spiegato il capo di Stato cinese – creera’ “nuovi spazi” per la crescita economica globale. “Ogni cosa deve essere fatta in modo trasparente e dovremo avere zero tolleranza per la corruzione”, ha aggiunto. In un discorso piu’ breve di quello con cui ha inaugurato il primo Belt and Road Forum del 2017, Xi ha piu’ volte citato proverbi e filosofi cinesi dell’antichita’, e ha pronunciato meno proposte concrete, focalizzandosi, invece, sulle riforme e aperture della Cina e sulle rassicurazioni ai partner globali rispetto all’iniziativa. La Cina, ha detto, non svalutera’ lo yuan, ma manterra’ stabile la sua valuta e non ricorrera’ a pratiche che potrebbero mettere in difficolta’ i Paesi partner.

“Siamo consapevoli che, nonostante quanto abbiamo raggiunto, ci siano ancora montagne da scalare e mari da solcare”, ha proseguito Xi in un passaggio sui settanta anni dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese, che ricorrono il primo ottobre prossimo, promettendo che la Cina espandera’ ulteriormente le proprie aperture e si atterra’ a una politica di sviluppo pacifico. L’iniziativa Belt and Road deve essere trasparente e sostenibile sul piano fiscale: “Dobbiamo perseguire una cooperazione aperta, verde e pulita”, ha assicurato il presidente cinese, in una risposta indiretta ai dubbi che hanno accompagnato l’apertura del Forum, riguardanti gli standard utilizzati e le pratiche finanziarie opache di molti progetti collegati. Critiche sono arrivate nei giorni scorsi anche dagli Stati Uniti, che non hanno inviato a Pechino una delegazione da Washington per l’evento e che guardano con sospetto al progetto. Il ministro delle Finanze cinese, Liu Kun, ha promesso uno schema per “rafforzare la gestione del debito e del rischio”, cercando di placare le preoccupazioni emerse tra alcuni Paesi in via di sviluppo che hanno aderito all’iniziativa. Ai capi di Stato e di governo presenti all’inaugurazione del forum, il presidente cinese, pur senza citare direttamente la disputa tariffaria in corso con Washington, ha citato tra i nodi piu’ difficili da sciogliere la protezione della proprieta’ intellettuale e i trasferimenti di tecnologia, e ha ribadito il no di Pechino al protezionismo commerciale. La Cina, ha promesso, aumentera’ le importazioni beni e servizi. “Non cerchiamo il surplus commerciale”, ha concluso, puntualizzando che Pechino intende promuovere una crescita equilibrata del proprio commercio estero.

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