Via libera all’assistenza sanitaria nei paesi Ue

Approvato il Decreto legislativo relativo all’assistenza sanitaria transfrontaliera. La Direttiva elimina gli ostacoli che impediscono ai pazienti di curarsi in altri Paesi Ue, formalizzando il diritto di recarsi in uno Stato membro diverso da quello di appartenenza per curarsi ed ottenere, al proprio rientro, il rimborso delle spese sostenute.
Il provvedimento integra i vigenti regolamenti comunitari eliminando la necessità di autorizzazione preventiva, al di fuori di casi eccezionali, e consente di poter richiedere assistenza sanitaria presso altri Stati dell’Unione europea, con alcune limitate esclusioni (l’assistenza a lungo termine, nonché quella relativa all’assegnazione e accesso agli organi ai fini dei trapianti e quella relativa ai programmi pubblici di vaccinazione contro le malattie contagiose).

Per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, “la direttiva sulle cure transfrontaliere conferisce al tema della mobilità sanitaria internazionale un impulso senza precedenti. L’apertura al libero mercato pone inevitabilmente in concorrenza i differenti sistemi nazionali, rappresentando al contempo un’opportunità’ di sviluppo ed una sfida per il Servizio sanitario nazionale (Ssn) considerato il probabile aumento del flusso di pazienti che si sposteranno tra i Paesi dell’Unione per ricevere cure. Uno degli obiettivi a cui l’Italia deve puntare è sicuramente quello di attirare i pazienti stranieri a farsi curare sul suo territorio e di guadagnarsi una posizione di spicco in ambito sanitario a livello europeo”.

In base alla Direttiva il rimborso da parte dello Stato di appartenenza delle prestazioni godute all’estero avviene in misura corrispondente ai costi che il sistema nazionale avrebbe coperto se tale assistenza sanitaria fosse stata prestata nello stesso Stato membro di appartenenza. In ogni caso tale copertura non può superare il costo effettivo dell’assistenza sanitaria ricevuta all’estero. Questo fa sì che dall’applicazione della citata direttiva non derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. La direttiva sancisce inoltre l’obbligo per gli Stati membri di fornire al pubblico, attraverso l’istituzione di uno o più punti di contatto nazionali tutte le informazioni necessarie circa le procedure di rimborso e di autorizzazione. Ciascun ‘punto di contatto nazionale’ consentirà, inoltre, al paziente transfrontaliero di compiere una scelta informata, adeguata al suo caso clinico e dovrà offrire ai cittadini informazioni chiare e trasparenti circa gli standard di qualità e sicurezza del Servizio sanitario nazionale, ma anche informazioni sulle tariffe e sull’accessibilità’ agli ospedali per i disabili.

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