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Washington sequestra due petroliere della “flotta ombra”: una russa e una venezuelana

Gli Stati Uniti hanno messo a segno un colpo doppio contro il traffico illegale di petrolio. Nelle ultime ore il Pentagono ha sequestrato due petroliere della cosiddetta “dark fleet” in acque internazionali: la Marinera nell’Atlantico settentrionale e la Sophia nel Mar dei Caraibi. Entrambe le navi trasportavano greggio venezuelano e operavano in violazione delle sanzioni americane. L’operazione, battezzata “Southern Spear”, segna una svolta nella strategia di pressione dell’amministrazione Trump contro il regime di Caracas e le reti internazionali di elusione delle sanzioni.

Il sequestro della Marinera, originariamente nota come Bella-1, è avvenuto all’alba a 124 miglia nautiche a sud dell’Islanda. La petroliera, che aveva ricevuto il permesso temporaneo di navigare sotto bandiera russa il 24 dicembre scorso, è stata intercettata dopo un inseguimento durato oltre due settimane attraverso l’Atlantico. Secondo fonti del Pentagono, l’operazione è stata supportata dal Regno Unito. Il segretario alla Difesa britannico John Healey ha confermato l’intervento delle forze armate di Sua Maestà “su richiesta degli Stati Uniti”, in virtù del profondo rapporto di sicurezza tra Londra e Washington.

L’inseguimento della Marinera e l’intervento russo

La vicenda della Marinera è emblematica delle tensioni crescenti nel traffico petrolifero illegale. Il mese scorso la Guardia costiera americana aveva tentato di fermare la nave nei Caraibi, munita di mandato di cattura per presunte violazioni delle sanzioni. Ma la petroliera cambiò bruscamente rotta, modificò il nome da Bella-1 a Marinera e sostituì la bandiera della Guyana con quella russa.

Media britannici e russi hanno pubblicato immagini di un elicottero MH-6 Little Bird americano in azione sulla nave. Funzionari statunitensi hanno rivelato che durante l’abbordaggio nelle vicinanze si trovavano navi militari russe, tra cui un sottomarino inviato come scorta. L’intervento britannico era stato anticipato dall’invio di Typhoon della Royal Air Force per intercettare l’imbarcazione. Downing Street ha precisato che l’operazione è avvenuta nel pieno rispetto del diritto internazionale, pur rifiutandosi di commentare nel dettaglio il proprio coinvolgimento militare.

Nel Mar dei Caraibi sequestrata anche la Sophia

Parallelamente, il Comando meridionale degli Stati Uniti ha annunciato il fermo della M/T Sophia in acque internazionali dei Caraibi. In un messaggio pubblicato su X, lo U.S. Southern Command ha comunicato che nelle prime ore del mattino il Dipartimento della Difesa, coordinandosi con il Dipartimento per la Sicurezza interna, ha intercettato “senza incidenti” la nave cisterna priva di bandiera e sottoposta a sanzioni.

L’imbarcazione stava conducendo “attività illecite” e la Guardia costiera la sta ora scortando verso gli Stati Uniti “per la destinazione finale”. L’operazione rientra nell’ambito dell'”Operation Southern Spear”, con cui Washington intende contrastare le attività illegali nell’emisfero occidentale. Il Pentagono ha ribadito la propria determinazione a difendere il territorio nazionale e ripristinare sicurezza nelle Americhe.

La reazione di Mosca e le accuse di violazione del diritto internazionale

La Russia ha reagito duramente ai sequestri, accusando gli Stati Uniti di aver violato la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982. Il ministero dei Trasporti del Cremlino ha affermato che “nessun Paese ha il diritto di usare la forza contro navi regolarmente registrate nella giurisdizione di altri Stati”.

Il ministero degli Esteri russo, che sta monitorando la situazione, ha chiesto a Washington di “garantire un trattamento umano e dignitoso ai cittadini russi presenti sulla nave”. Healey ha replicato sottolineando che la Marinera “fa parte di un asse russo-iraniano di elusione delle sanzioni che sta alimentando terrorismo, conflitti e miseria dal Medio Oriente all’Ucraina”. Il ministro britannico ha annunciato che Londra continuerà a intensificare l’azione contro la flotta ombra per proteggere la stabilità globale.

Il blocco di Trump e la cooperazione inattesa del Venezuela

Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha scritto su X che “il blocco del petrolio venezuelano soggetto a sanzioni e illegale rimane in pieno vigore in qualsiasi parte del mondo”. Il riferimento è alla politica annunciata il mese scorso da Donald Trump, che ha ordinato un “blocco” delle petroliere sanzionate in entrata e uscita dal Venezuela. Una strategia che il governo di Caracas aveva definito un “furto”, ma che ora sembra aver prodotto sviluppi inattesi.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha infatti rivelato che il Venezuela sta cooperando con gli Stati Uniti per il sequestro della Sophia. “Capiscono che l’unico modo che hanno per muovere il petrolio e ottenere entrate senza avere un collasso economico è cooperare e lavorare con gli Stati Uniti”, ha dichiarato Rubio ai giornalisti al Congresso, riferendosi all’attuale leadership al potere a Caracas dopo la cattura del presidente Nicolás Maduro, accusato di traffico di droga e detenzione di armi e ora detenuto a New York.

Pubblicato da
Enzo Marino