Cronaca

Zagarolo, scoppia la polemica per la ‘Z’ filorussa

Avete esagerato nell’evidenziare la Z? “Il regista Stanley Kubrick, diceva: ‘io il film ve l’ho fatto, ora sta a voi capirlo’”. Ci risponde in modo sibillino Gianluca Giampà, responsabile dell’organizzazione della sezione Pci Monti Prenestini-Casilina (Roma) in merito alla locandina pubblicata sui social dalla stessa sezione comunista e che promuove una manifestazione in occasione della Festa della Vittoria, il 9 maggio, data della sconfitta della Germania nazista al termine della Seconda guerra mondiale. Evento che, per la cronaca, i comunisti prenestini invece celebreranno a Zagarolo, comune alle porte di Roma, domenica 8 maggio. L’iniziativa pubblicitaria ha fatto indignare molti dal momento che sul manifesto la “Z” di Zagarolo è stata ingrandita a tal punto che potrebbe richiamare la lettera “Z”, simbolo dell’esercito russo e dell’invasione dell’Ucraina. Anche perché, i manifesti delle manifestazioni passate riportano la parola Zagarolo scritta normalmente. Da qui, il dubbio legittimo e che ha già scatenato un vespaio. La stessa amministrazione comunale prende le distanze: “Il Comune di Zagarolo si dissocia da ogni tipo di iniziativa che possa accomunare il nome della Città all’attuale guerra in Ucraina o all’azione militare lanciata dalla Russia”.

Dichiarazione che lo stesso Giampà bolla come “strumentalizzazione”. “Onorare i morti penso che non sia un reato, tanto meno vergognoso per un’amministrazione comunale – puntella il dirigente della sezione comunista Monti Prenestini-Casilina -. Sono morti per la libertà. Oggi se godiamo di un minimo di libertà di stampa, lo dobbiamo anche a quei partigiani che sono stati istruiti ed equipaggiati da quei partigiani sovietici che erano in Italia”. Volevate lanciare un messaggio con questa “Z”? “Dobbiamo cercare di ascoltarci – ci spiega ancora l’esponente comunista -. A volte è difficile ascoltarci, quindi bisogna alzare la voce e forse poi le persone ti ascoltano”. Insomma, una bella trovata la “Z”, avete raggiunto il vostro obiettivo? “Finora ho visto solo il potere che ha risposto e ha risposto in maniera violenta, strumentalizzando” conclude Giampà. Ma il messaggio della sezione comunista è chiaro: “Oggi in un mondo in cui vige una narrazione unica, nella quale vengono riabilitati opportunisticamente simboli e gesta dei nazifascisti, con una Nato e una Ue che armano il Battaglione Azov nazista e banderista e che vede l’Italia in prima fila contro la resistenza del Donbass e nell’invio di armi contro i loro alleati russi, attraverso questa iniziativa vogliamo ribadire i concetti cari al Partito comunista italiano”. “Provo vergogna che in un Comune della Città Metropolitana di Roma Capitale si possano consentire ancora questi attentati alla democrazia” afferma il deputato di Fratelli d’Italia, Marco Silvestroni.

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