Berlusconi pronto anche a fiducia e aprire strada a Alfano

Berlusconi pronto anche a fiducia e aprire strada a Alfano
10 giugno 2017

Neanche una leggina in Parlamento riuscirebbe a passare, si rischierebbero altre figuracce perfino sulla parita’ di genere. Il ragionamento che Renzi fa con i suoi e’ il segnale che la partita sulla legge elettorale al momento e’ proprio terminata. Nonostante gli appelli del Quirinale a riaprire i canali del dialogo. Nonostante l’invito del Cavaliere a ridiscuterne in Parlamento. Ieri lo stesso Renzi avrebbe avuto un altro contatto con Berlusconi e con altri leader. Canali aperti aperti anche con il Colle ed e’ per questo che l’ex premier si dice “disponibile” a ragionare. Ma nel Pd non c’e’ alcuna voglia di sedersi a trattare con il Movimento 5 stelle. Ci sono le leggi esistenti, “il Pd ha gia’ pagato un prezzo”, viene ribadito. Dopo le amministrative si andra’ in Commissione ad ascoltare le proposte degli altri partiti, ma con la consapevolezza che i dem non faranno piu’ da apripista ad un confronto sulle regole del voto. Chi vuole riaprire a tutti i costi la partita sul sistema tedesco e’ Berlusconi.

Forza Italia, riferiscono fonti parlamentari, sarebbe disponibile anche a votare la fiducia su un testo nel quale si potrebbero anche abbassare le soglie di sbarramento al 4%, in modo da aprire al partito di Alfano. Ma il Pd non considera possibile alcuna modifica al ‘Fianum’ anche perche’ dopo l’emendamento Biancofiore c’e’ la questione Svp. Renzi in ogni caso, pur consapevole che la maggioranza difficilmente potra’ ricostruirsi dopo le tensioni sulla legge elettorale (con Ap) e sui voucher con Mdp, non chiede piu’ il voto anticipato. Rapporto buono con Gentiloni che non si era opposto al patto a ‘quattro’. E avanti tutta per ottenere un buon risultato alle amministrative. Sulle alleanze se ne discutera’ dopo, con Pisapia che ha gia’ dettato le condizioni per la riapertura del dialogo. “E chi perde le primarie se ne va come e’ gia’ successo altre volte?”, e’ la risposta dei renziani all’ex sindaco di Milano che propone la competizione interna nel centrosinistra per la leadership. Renzi ritiene che con le leggi esistenti il partito del Nazareno potra’ avere un ruolo di primo piano e gli altri – anche nel centrosinistra – saranno costretti a giocare di rimessa.

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Il partito piu’ spiazzato dal fallimento del patto a 4 e’ quello azzurro. Il timore e’ che con l’allontanarsi delle urne al 2018 Berlusconi possa avere meno possibilita’ di condurre il gioco e di presentarsi ai nastri di partenza. Non solo per eventuali notizie negative che potrebbero arrivare da Strasburgo ma anche perche’ – qualora rimanesse il premio di maggioranza al 40% – molti ‘filo-leghisti’ potrebbero tornare a farsi sentire, consegnando la ‘golden share’ del centrodestra a Salvini. Tra Berlusconi e il segretario del Carroccio resta sempre il gelo e lo stesso ex presidente del Consiglio non ritiene possibile la formazione di un ‘listone’. Per questo Forza Italia fara’ di tutto, sfruttando anche il dialogo con il Colle, per riportare le altre forze politiche al tavolo. E per riaprire il ‘patto per le urne’. Per quanto riguarda il futuro del centrodestra e ne parlera’ dopo le amministrative, perche’ qualora sul territorio dovessero emergere risultati positivi dove e’ stata siglata l’alleanza tra FI e Lega, i due leader potrebbero anche tornare a riavvicinarsi. Al momento tutti aspettano le prossime mosse del Pd. Con alcuni azzurri che si sono iscritti nel partito dei ‘franco tiratori’ per evitare il voto anticipato. Le urne al momento sono lontane e il Cavaliere avrebbe frenato anche sulla lista degli animalisti visto che la Ghisleri gli avrebbe comunicato che raggiungerebbe solo lo 0,7%.

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