Dallo smartphone alla tavola, viaggio nel mondo di Deliveroo

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26 gennaio 2018

Le consegne di cibo a domicilio rappresentano un settore che, negli ultimi anni, è cresciuto in maniera esponenziale. Leader del mercato a livello globale è Deliveroo, marchio fondato da Will Shu a Londra che ora opera in 12 Paesi del mondo e che in un anno ha generato oltre un miliardo di euro per il settore della ristorazione. Tra i ristoranti che lavorano con la piattaforma digitale a Milano c’è anche la pizzeria Lievità di Gianmaria D’Angelo, casertano che, partito dall’Italia ha poi scoperto Deliveroo e, in particolare, le cucine virtuali di Deliveroo Editions a Londra. Forte di quell’esperienza è poi tornato nel nostro Paese. Elemento decisivo, e talvolta messo sotto i riflettori della critica, sono i rider che ritirano e consegnano le ordinazioni dei clienti. Michele Topuntoli è uno di loro che, grazie alla sua bici cargo, può effettuare anche consegne voluminose e che, nella vita, oltre a lavorare con Deliveroo gestisce anche una officina ciclistica. Al centro del business di Deliveroo c’è il tragitto dall’ordine alla consegna in casa dei clienti. Primo passo naturalmente è la scelta dei piatti online, poi la palla passa ai ristoranti. Il cuore tecnologico di Deliveroo è un algoritmo, che ha un nome, Frank. La sensazione, da osservatori esterni, è quella che ci sia una sempre maggiore interazione tra la vita digitale e la vita reale, che nel mondo del cibo prende connotazioni molto concrete e, ovviamente, gustose, da tanti punti di vista. Compresi, nell’ottica dell’azienda, i grandi risultati a livello di numeri.

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