Dissidenti M5s sul piede di guerra: “Meloni in maggioranza? Facciano pure”

Dissidenti M5s sul piede di guerra: “Meloni in maggioranza? Facciano pure”
Paola Nugnes
20 febbraio 2019

Dopo il voto nella Giunta per le elezioni la palla passa all’Aula del Senato. Gli esponenti di palazzo Madama si esprimeranno sul ‘caso Diciotti’ prima del 25 marzo, probabilmente il 23. Servono 161 voti: la maggioranza non dovrebbe rischiare, considerato che FI e Fdi sono pronti a ribadire il no alla richiesta dell’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno. Ma al di la’ delle proteste degli attivisti sulla rete il confronto e’ anche all’interno del Movimento. A palazzo Madama l’ala ortodossa, riferiscono fonti parlamentari, non nascondono il proprio malessere per la decisione di ricorrere alla piattaforma Rousseau.

“Il Movimento 5 Stelle ha preso la sua decisione. L’ha presa tenendo fede ai propri valori e al principio della democrazia partecipata. 52.417 di votanti su Rousseau sono una risposta”, taglia corto il capogruppo M5s al Senato, Patuanelli. “Sarebbe un fatto grave se qualcuno si sottraesse al giudizio dei cittadini”, il ‘refrain’ di chi condivide la soluzione escogitata per rispondere al tribunale dei ministri di Catania. C’e’ chi gia’ avanza un’ipotesi di cartellino rosso per i dissidenti che non dovessero uniformarsi alla sentenza del web. Tuttavia i malpancisti sono pronti ad andare fino in fondo. “Se vogliono far entrare la Meloni in maggioranza facciano pure. Ma noi voteremo secondo coscienza”, la tesi che accomuna, tra gli altri, Elena Fattori, Matteo Mantero e Paola Nugnes.

Il ragionamento e’ comune (“Io movimento 5 stelle pensato da Beppe Grillo e’ finito) ma ognuno si muovera’ autonomamente. Non c’e’ una regia e neanche uno sbocco. E neanche una volonta’ di mettersi fuori dal gruppo. “Noi – sostiene uno dei senatori che diranno si’ alla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini – rappresentiamo quel 40% che ha deciso di non piegarsi alla Lega”. Alla fine – questa la previsione dei dissidenti – dovrebbero essere solo cinque o sei quelli del Movimento 5 stelle che contravverranno alle indicazioni arrivate ieri dalla piattaforma Rousseau e dal voto dei componenti pentastellati presenti oggi nella Giunta per le elezioni. “Ma – viene spiegato – da oggi in poi su ogni tema decideremo secondo la nostra volonta’, non ci sono piu’ patti che tengano”.

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