Faraone e la sua Leopolda: “C’e’ chi frena all’interno del Pd. Abbiamo una classe dirigente abituata a perdere in Sicilia, ma sono brutti ricordi” (VIDEO)

Faraone e la sua Leopolda: “C’e’ chi frena all’interno del Pd. Abbiamo una classe dirigente abituata a perdere in Sicilia, ma sono brutti ricordi” (VIDEO)
28 febbraio 2015

di Maurizio Balistreri

Davide Faraone vede la sua creatura andare avanti senza sosta, in un confronto tra cittadini e istituzioni, tra interventi ad oltranza dal palco, e tavoli tematici. La Leopolda sicula procede e domani chiuderà i battenti. “Le polemiche non le ascoltiamo, abbiamo costruito la condizione affinche’ il Pd sia un partito aperto ai cittadini – ha detto Faraone -. E’ innegabile che il Pd che si presenta oggi e’ un Pd profondamente diverso rispetto al passato. E se qualcuno decide di aderire a questo Pd e’ perche’ il Pd e’ cambiato. Qui decidiamo un programma di cambiamento e di governo per l’Italia, c’e’ chi cerca di fare le cose governando e chi invece puo’ fare le manifestazioni e non proporre nulla per ‘Italia”.

GRANDI ASSENTI Non ci sono solo deputati del Pd alla Leopolda siciliana ma anche tante facce note appartenenti fino a poco tempo fa al centrodestra, tra cui i deputati di Articolo 4 all’Ars, il movimento creato dall’ex Lombardiano ed ex Udc Lino Leanza. Sono tutti alle officine Sandron a partecipare alla kermesse democratica: Valeria Sudano, Luca Sammartino, Alice Anselmo, Luca Sammartino e Paolo Ruggirello . Pronti ad entrare nel Pd. Mancano invece big del partito come Antonello Cracolici e Fabrizio Ferrandelli che ne ha preso ufficialmente le distanze. Presente invece il Governatore siciliano Rosario Crocetta, arrivato dieci minuti fa. Con lui anche diversi assessori, tra cui Vania Contrafatto, Alessandro Baccei, Cleo Li Calzi, MauriZio Croce, ma anche ex assessori come Maria Rita Sgarlata e Roberto Agnello.

L’AFFONDO Non perde l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “C’e’ chi frena all’interno del Pd. Capisco che abbiamo una classe dirigente abituata a perdere in Sicilia, ma sono brutti ricordi. Evoco il 61 a zero perche’ quell esperienza e’ stata causata da un modello di governo perverso e sbagliato. Avevamo un esercito e abbiamo prodotto devastazione. Ma anche chi ha perso ha fallito. Ora- ha proseguito – dobbiamo avere il coraggio di puntare su un modello di cambiamento vero non dobbiamo avere paura altrimenti rischiamo di restare marginali”.  In sostanza, “il Pd e’ stato per molti anni un partito chiuso, respingente, da quando Renzi e’ segretario e’ cambiata la natura del partito e i cittadini se ne sono accorti”. “Ci chiedono di partecipare e di aderire, anche in questa due-giorni spettacolare di confronto tra cittadini e istituzioni. Abbiamo costruito un legame tra persone che normalmente non si parlano – ha concluso – credo che sia un modello e un’esperienza da ripetere”.

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