Gentiloni entra in campagna elettorale. E plaude a Grosse-Koalition

Gentiloni entra in campagna elettorale. E plaude a Grosse-Koalition
Il premier, Paolo Gentiloni
12 gennaio 2018

Con il suo stile e i suoi toni pacati, e senza perdere il profilo europeo, Paolo Gentiloni entra nella campagna elettorale. Ieri il premier aveva incassato l’endorsement del presidente francese Emmanuel Macron secondo cui “l’Europa ha avuto molta fortuna ad avere Paolo Gentiloni”, esprimendo l’auspicio “che possiamo continuare questo lavoro positivo”. Oggi ha tenuto i contatti con Angela Merkel e Martin Schulz, esprimendo soddisfazione per la “buona notizia” dell’accordo raggiunto per formare un governo di grande coalizione in Germania. Ma ha anche dismesso i panni istituzionali da presidente del Consiglio per calarsi nell’agone elettorale. Nella capitale, dunque, ha preso parte alla convention “Una costituente per Roma” organizzata da Roberto Giachetti al Tempio di Adriano. E, tenendo conto dell’aplomb tipico dell’uomo, ha lanciato un affondo contro la Virginia Raggi e l’amministrazione M5s della capitale, provocando le reazioni stizzite della stessa sindaca e dei pentastellati. Roma, ha detto, “non è una città che si possa governare semplicemente cercando di gestire, e non sempre ci si riesce come è evidente, la sequela di emergenze che si presentano. Un po’ perché sono talmente tante e complicate, sedimentate da tanto tempo, che anche l’amministrazione più efficiente farebbe fatica. E non mi pare che siamo in una condizione di avere il massimo dell’efficienza”. Anche perché se da parte del governo c’è sempre stato “spirito di collaborazione” con la giunta, “non sempre è facile che ci sia da entrambe le parti, per una certa sospettosa riluttanza ad affrontare questo confronto”.

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Il premier è poi andato a Torino. All’aeroporto ha incontrato una delegazione di operai Embraco (Whirlpool), a cui ha assicurato l’impegno del governo nella vertenza, ha visitato il Sermig e infine è intervenuto all’Assemblea degli amministratori locali Dem. Con i giovani dell’Arsenale della Pace Gentiloni ha parlato della sua esperienza di governo “di ricchezza e intensità straordinarie”, ha attaccato chi “vende fumo” dicendo di avere una soluzione facile per risolvere il problema dell’immigrazione e ha rilanciato l’impegno per lo ius soli: “Non ci siamo riusciti ma ci riproveremo. E secondo me si riuscirà a raggiungere l’obiettivo”. L’arrivo a Torino del presidente del Consiglio è stato preceduto dalle parole di Stefano Lo Russo, capogruppo Pd in Comune, che chiede a Matteo Renzi di “fare un passo di lato” designando Gentiloni come candidato ufficiale alla presidenza del Consiglio e mettendo il suo nome nel simbolo del partito. Una posizione che ormai da qualche settimana si è fatta strada nella pancia del Pd, anche se il diretto interessato ha sempre abilmente schivato le questioni relative al suo futuro e a una eventuale conferma. Ma ha ben chiaro che il tema esiste, tanto che ne ha scherzato anche oggi, al Tempio di Adriano: “Il governo Renzi e poi il mio, quello che sto presiedendo… Meglio parlarne al presente…”, ha detto sorridendo. Non è del resto un segreto il fatto che il suo nome sia considerato tra i favoriti in caso di un esecutivo di coalizione e che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella auspichi che il suo profilo istituzionale non sia intaccato dalla campagna elettorale. Cosa che Gentiloni farà, dosando gli interventi e mantenendo sempre, per carattere ma anche per opportunità, il suo stile improntato al “soft power”. askanews

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