Governo accelera su sblocca-cantieri, ancora impasse Tav-autonomia

Governo accelera su sblocca-cantieri, ancora impasse Tav-autonomia
Palazzo Chigi
1 marzo 2019

Non si possono trascinare i dossier: e’ una esigenza comune, non conviene a nessuno portare i temi all’infinito. E’ questo il senso del discorso fatto da Giuseppe Conte ai suoi due vice premier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, convocati mercoledì sera a cena a Palazzo Chigi. Il senso del messaggio e’ stato condiviso dai leader di Lega ed M5s, durante la franca chiacchierata, conclusa con le frappe ‘documentate’ su Instagram. Durante la serata, i tre hanno sfiorato argomenti di ampio raggio, dai provvedimenti in agenda nei prossimi giorni ai nodi piu’ spinosi di Tav e autonomia regionale, fino alla Rai e alle nomine in scadenza la prossima settimana. Il governo, ha spiegato ‘in chiaro’ Conte, accelera sullo sblocca-cantieri.

“La prossima settimana penso che potremo tirare fuori il decreto legge che ci consentira’ di riaprire i cantieri sbloccati, di semplificare i passaggi ostativi per la realizzazione dei progetti”, ha affermato il presidente del Consiglio, ricordando che sta lavorando al decreto legge che anticipa alcune norme sugli appalti per sbloccare i cantieri. Se si tenta di chiudere con un’accelerazione sui cantieri, ancora non vi sono accordi in vista sul cantiere che piu’ fa discutere la maggioranza, ovvero quello dell’Alta velocita’ Torino-Lione. “Entro la prossima settimana ci sara’ una decisione sulla Tav: questo e’ certo. Nei prossimi giorni incontrero’ il presidente Conte e i vice premier. Nonostante i punti di partenza chiariremo tutto e troveremo una soluzione”, ha garantito il ministro Danilo Toninelli. Nell’incontro dimercoledì sera, Conte, Salvini e Di Maio non avrebbero parlato diffusamente di Tav, consapevoli che al momento – si spiega da fonti leghiste – non c’e’ sul tavolo alcuna proposta di soluzione che possa far superare le differenze di posizioni tra Lega, favorevole alla realizzazione, ed M5s, contrario. Sulla Tav “io stesso sto studiando bene il dossier, quindi ci riuniremo per discuterne”, ha ribadito Conte.

Anche sul fronte autonomia differenziata restano profonde le distanze. Il tema divisivo rimane il coinvolgimento del Parlamento: per il M5s e’ centrale, mentre la Lega sostiene l’inemendabilita’ delle intese che saranno siglate tra le Regioni e il presidente del Consiglio. “Ho detto a Conte e all’amico Di Maio che entro il fine settimana ho il dossier pronto, e poi ci confronteremo”, ha affermato Salvini. Mentre sulle nomine Salvini ha detto apertamente che e’ a favore della riconferma dei vertici di Fincantieri e su Inps si lavora ancora sul ticket Pasquale Tridico-Mauro Nori, come commissario e sub commissario, cercando di superare le resistenze del ministero dell’Economia. Infine, il capitolo Rai, con la Lega che ha perplessita’ sul piano industriale presentato dall’ad Fabrizio Salini. “Entro la fine di questa settimana mi aspetto le loro annotazioni finali sull’autonomia – ha ribadito il leader della Lega -. Tutti i ministri hanno dato il loro contributo. Sono fiducioso. C’e’ semmai qualche struttura burocratica che resiste perche’ cedere anche una piccola parte di competenza per qualcuno e’ uno sforzo, pero’ sono fiducioso”. E’ possibile che ci sia “la richiesta che il Parlamento possa esprimersi con la Commissione prima o dopo”, ha aggiunto Salvini.

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E “per carita’ si tratta di una riforma storica e’ giusto che il Parlamento dia il suo contributo, pero’ il piu’ velocemente possibile. Ci sono tre o quattro nodi politici – ha concluso – in particolare sulle sovrintendenze, sulle autorizzazioni ambientali e sulle autostrade. Ma si risolvono”. “Sull’autonomia c’e’ armonia nel governo”, ha sostenuto, dal canto suo, Conte. “Stiamo solo valutando bene come dialogare con il Parlamento. E’ giusto che l’interlocuzione sia rispettosa nei confronti del Parlamento”. “Percorreremo questa strada nel piu’ breve tempo possibile” ma “l’importante e’ farlo bene”, ha poi risposto il premier a chi gli chiedeva se ritiene che il dossier si possa chiudere prima delle Europee. “Abbiamo le idee chiare. Stiamo soltanto valutando bene come interloquire con il Parlamento che deve cedere delle proprie competenze alle Regioni”. In casa Lega nessuno si illude che il percorso, che prevede l’approvazione con maggioranza assoluta dei componenti di entrambe le Camere della legge rafforzata che accogliera’ le intese, possa concludersi prima del 26 maggio. Ma si auspica che il passaggio in Consiglio dei ministri dell’accordo possa avvenire prima di quella data, anche per rispondere alle richieste pressanti dei territori del Nord.

“Noi sosteniamo l’autonomia ma non lo spacca-Italia – ha ammonito Di Maio – All’ottimo ministro Stefani lo abbiamo detto chiaramente: permetteremo alle Regioni che lo chiedono di poter gestire alcuni servizi. Ma il percorso non sara’ breve. Ci sara’ una pre-intesa approvata in Cdm dopo un vaglio politico mio, di Salvini e di Conte. Poi il presidente iniziera’ una trattativa con i governatori di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Infine si andra’ in Parlamento e li’ i presidenti delle Camere decideranno se sara’ emendabile o no il testo delle intese”. “E’ importante chiudere bene, se per convincere qualcuno della bonta’ del percorso serve un giorno in piu’ che si affronti il giorno in piu'”, ha detto, dal canto suo, il ministro leghista per gli Affari regionali, Erika Stefani. L’autonomia “non deve essere un argomento strumentalizzato ne’ a livello elettorale ne’ come dialettica di Nord-Sud”. “Per me il processo autonomia e’ ben strutturato e potrebbe essere gia’ pronto per il lavoro enorme fatto dal Ministero. Ovviamente c’e’ uno spazio per lasciare il confronto con Parlamento. Il governo non puo’ dire al Parlamento come trattare il progetto di legge”.

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