Grasso gela il Pd: non mi candido a governatore della Sicilia. E Leoluca Orlando prende il timone: “Urge avviare percorso”

Grasso gela il Pd: non mi candido a governatore della Sicilia. E Leoluca Orlando prende il timone: “Urge avviare percorso”
Il presidente del Senato, Piero Grasso
25 giugno 2017

Pietro Grasso non si candiderà alla presidenza della regione Sicilia. Lo ha fatto sapere lo stesso presidente del Senato, dopo un lungo colloquio avuto stamattina con il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, proprio sulla “proposta giunta dagli organismi regionali e nazionali del Partito Democratico di candidarsi a Presidente della Regione Sicilia alle prossime elezioni regionali”. Dunque, “impossibile proseguire sull’ipotesi di candidatura proposta dal Pd”. “Il mio impegno e il mio amore per la Sicilia non smetterà di esprimersi in ogni forma e in ogni sede anche nazionale – dice Grasso – ma i miei doveri istituzionali attuali mi impongono di svolgere, finché necessario, il mio ruolo di presidente del Senato”. La notizia spegne gli entusiasmi che si erano accesi nel centrosinistra e in particolare nel Pd che aveva tirato in ballo il nome di Grasso come candidato a governatore della Sicilia. E ora, la patata bollente torna nelle mani dello stesso partito di Renzi, già animato al suo interno da uno scontro acceso sia per il deludente risultato delle amministrative, sia per la costruzione di una coalizione in grado di essere competitiva per le prossime Politiche. Archiviata l’ipotesi Grasso, il primo a uscire allo scoperto è il sindaco di Palermo.

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“Le parole del Presidente Grasso costituiscono una opportunità per l’avvio di un indispensabile ampio processo partecipato che miri ad individuare un quadro programmatico di interventi in discontinuità chiara e concreta con l’attuale assetto regionale – puntella Leoluca Orlando -. Su questo, occorre costruire un campo largo di realtà sociali e politiche che dia una prospettiva di futuro alla nostra Regione”. Entrando nel merito, il cinque volte sindaco di Palermo, intende “affrontare nodi irrisolti del sinora inadeguato o distorto utilizzo della speciale autonomia e dovranno contribuire a liberare la Sicilia da improprie presenze a servizio di interessi particolari e di ostacolo a diritti e prospettive  di chi non ha (lavoro, casa, salute) e di chi produce (formazione, cultura, sviluppo economico, impresa)”. Quindi, “ritengo urgente avviare tale doveroso percorso – conclude Orlando – e sulla base di chiarezza e coerenza progettuale individuare successivamente candidature e ruoli”. Rompe il silenzio anche il governatore della Sicilia. “Avevo aderito con sincerità e lealtà al progetto di Grasso Presidente. E credo che non esistano precedenti di presidenti della Regione uscenti, che abbiano dimostrato tanta lealtà nei confronti del proprio partito e della coalizione con la quale ha governato – afferma Rosario Crocetta -. Occorre adesso riprendere il confronto unitario, partendo dalla valutazione del grande lavoro che è stato svolto alla Regione in questi anni e che ha salvato la Sicilia. La Regione non può essere affidata a pericolose formule di governo che ripropongono gli schemi di quel passato che l’ha distrutta. Indietro non si torna  – avverte Crocetta – e tale consapevolezza mi spinge a lottare e a impegnarmi con maggior vigore, fino in fondo, per fare della Sicilia una delle terre più avanzate e più ricche d’Europa, in un percorso di trasparenza e legalità”. Per il segretario dell’Idv Ignazio Messina, “a questo punto non c’è più tempo da perdere, per non consegnare la Sicilia al degrado e al malaffare, invito il centrosinistra a convocare una riunione programmatica e indire entro fine luglio primarie di coalizione per scegliere, insieme ai cittadini, sia il candidato che la squadra e non in base all’appartenenza ma all’onestà e alla competenza”.

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