L’estremo saluto a Chirac, con 80 leader mondiali compreso Putin. Per l’Italia, Mattarella

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30 settembre 2019

Al termine della messa solenne nella Chiesa di Saint Sulpice a Parigi, la bara del presidente Jacques Chirac, morto quattro giorni fa a 86 anni, è stata trasportata al cimitero di Montparnasse per il rito della sepoltura. L’ex presidente riposa adesso accanto alla figlia Laurence, scomparsa nel 2016. L’inumazione è avvenuta nella più stretta intimità familiare: presenti una decina di persone. E’ la prima volta che un presidente della Repubblica viene sepolto a Parigi.  “Se preghiamo per coloro che ci governano, è perché hanno la responsabilità del bene comune. Questa preghiera è un obbligo che ha a che vedere con l’amore per il prossimo”. Con queste parole poco prima l’arcivescovo di Parigi, Michel Aupetit, che ha officiato la cerimonia religiosa, aveva cominciato la sua omelia. “C’era nel nostro ex presidente un vero amore per il prossimo. Era a suo agio sia nei saloni dell’Eliseo che al salone dell’agricoltura. Molti incontrandolo si sentivano considerati”, ha aggiunto l’alto prelato.

Prima della fine della cerimonia, dove dopo l’omelia hanno risuonato le note di Franz Shubert interpretate dal grande direttore d’orchestra e pianista Daniel Barenboim, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, come previsto dal protocollo, si è raccolto all’interno della chiesa davanti al feretro del suo predecessore. Alla messa era presente in prima fila il clan Chirac – la figlia Claude, il genero Frederic Salat-Baroux e il nipote – privato del personaggio che più lo caratterizza, Bernadette Chirac. La premiere dame più amata di Francia, secondo la stampa transalpina. Madame Chirac aveva partecipato ad una cerimonia religiosa privata organizzata questa mattina dopo le 9,30 nella chiesa degli Invalides dove erano stati tributati anche gli onori militari all’ex presidente con una cerimonia presieduta da Emmanuel Macron nell’ambito della giornata di lutto nazionale decretata dall’Eliseo. Ma le fragili condizioni di salute di Bernadette non le hanno permesso di presenziare anche alla messa solenne di Saint Sulpice.

A Saint Sulpice, nel cuore del quartiere di Saint Germain, l’intero governo e tutte le forze politiche francesi erano rappresentati ad eccezione del Rassemblement national. La famiglia di Jacques Chirac aveva detto espressamente di non desiderare la presenza di Marine Le Pen che voleva partecipare alla cerimonia. Presenti gli ex presidenti della Repubblica Valery Giscard d’Estaing, Nicolas Sarkozy insieme alla moglie Carla Bruni e Francois Hollande. Ben 7000 persone in fila per vedere il feretro, sfidando il tempo piovoso e la prospettiva di un’attesa lunga un’ora, per intravedere la bara di Chirac avvolta in una bandiera francese. Una Parigi gremita ha reso omaggio al presidente francese Jacques Chirac, in una giornata di lutto nazionale per la scomparsa del suo controverso, ma carismatico ex capo di stato. Ai funerali in chiesa hanno partecipato, tra gli altri, una ottantina di capi di Stato e di governo, fra cui il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e il presidente russo Vladimir Putin. Quest’ultimo ha fatto una entrata in chiesa estremamemte discreta, aggirando il portone principale e servendosi di una entrata laterale.

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Ai funerali ha anche partecipato la cosiddetta bonne société internazionale a partire dal quarantaduesimo presidente degli Stati Uniti d’America Bill Clinton, al principe Alberto di Monaco, a Francois-Henri Pinault con la bellissima moglie Salma Hayek. Presenti anche gli ex leader che hanno lavorato a stretto contatto con Chirac, oltre al presidente uscente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. E ancora dal Qatar, lo sceicco Tamim Bin Hamad Al-Thani. La bara è stata portata nella chiesa dalle guardie del corpo di Chirac, mentre gli astanti applaudivano. Un sondaggio pubblicato dal “Journal du Dimanche” ha mostrato che i francesi considerano Chirac il loro miglior presidente dell’era moderna, insieme a Charles de Gaulle. E uno dei suoi migliori risultati, dai cugini d’oltralpe è considerato il secco “no” all’invasione dell’Iraq condotta dagli Stati Uniti nel 2003. Solo domenica il segretario di Stato americano Mike Pompeo aveva espresso tardive condoglianze alla Francia da parte Usa.

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