Di Maio sfida Salvini, M5S rilancia su conflitto interessi

Di Maio sfida Salvini, M5S rilancia su conflitto interessi
Luigi Di Maio
21 aprile 2019

Una legge sul conflitto di interessi da portare al piu’ presto in Aula. Il M5S rilancia uno dei suoi “totem”, quella legge che, nella scorsa legislatura, fu terreno di aspro scontro con il Pd di Matteo Renzi. Il “timing” dell’accelerazione non e’ marginale: l’iniziativa arriva infatti sull’onda dell’inchiesta nei confronti del sottosegretario della Lega Armando Siri. Ed e’ proprio al partito di Salvini che Luigi Di Maio e il M5S lanciano il guanto di sfida su una proposta che, gia’ prima del caso Siri, ad una parte dei leghisti non ha mai convinto.

Eppure una legge sul conflitto di interessi e’ prevista nel contratto di governo, con tre punti distinti: “Estensione del conflitto di interesse oltre il mero interesse economico, estensione a chi esercita la funzione pubblica, estensione per chi svolge incarichi non governativi ma che hanno capacita’ di influenza (sindaci grandi citta’ oppure dirigenti di societa’ partecipate dello Stato)”. Una prima legge sulla materia fu portata, all’inizio della XVII legislatura, da Riccardo Fraccaro e Fabiana Dadone. Il ddl partiva bollando come “inefficace” la legge Frattini attualmente in vigore perche’ “priva di un impianto sanzionatorio che abbia funzione dissuasiva”.

Leggi anche:
Politici senza coerenza e maestri di contraddizione. Ma gli elettori sono così rimbambiti?

Nella proposta si prevedeva che le cariche di governo sono incompatibili con la proprieta’, il possesso o la disponibilita’, anche all’estero, di un patrimonio immobiliare o mobiliare di valore superiore a 10 milioni di euro o con il possesso di partecipazioni superiori al 2% di aziende che svolgono la propria attivita’ in regime di autorizzazione o concessione rilasciata dallo Stato dalle regioni o dagli enti locali. A quest’impianto il M5S punta a introdurre un capitolo ad hoc per l’editoria sull’onda di un altro cavallo di battaglia pentastellato: lo stop ai cosiddetti editori “impuri”. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, lo scorso novembre, annunciava di voler lavorare ad una legge sul conflitto di interessi entro il 2018, per portare il dossier al termine del 2019. E, nei giorni scorsi il dossier e’ stato tra i temi di un incontro tra il Guardasigilli e il presidente della commissione Affari Costituzionali Giuseppe Brescia. Ora, l’accelerazione. E le opposizioni gia’ scalpitano e puntano il mirino sulla Casaleggio Associati chiedendo, come FI, una legge che regoli i rapporti tra i partiti e le societa’ di Big Data.

Segui ilfogliettone.it su facebook

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it



Commenti