Mattarella preoccupato per crisi di governo. Ma dà altro tempo a M5s e Pd

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22 agosto 2019

Sergio Mattarella e’ preoccupato e non lo nasconde. Il suo appello alla responsabilita’ e ai tempi rapidi e’ stato accolto solo in parte. Troppe ancora le scorie da far depositare tra i partiti, troppa l’indecisione di alcuni, che non cela nemmeno troppo le divisioni all’interno dei singoli partiti. E ancora non molta chiarezza, con alcuni leader che nel chiuso dello studio alla Vetrata confessano al Capo dello Stato di aver gia’ sostanzialmente assunto una decisione e poi in pubblicano restano un po’ piu’ sul vago. Ma tant’e’, il Presidente non e’ nuovo alla scena politica, comprende che le decisioni sono cruciali e alla richiesta di maggiore tempo non chiude la porta e convoca le consultazioni per tutti i partiti martedi’ e mercoledi’ prossimi.

Dunque, spiega con il volto un po’ teso parlando alla loggia alla Vetrata, concede un intero week end a M5s e Pd per verificare se e’ possibile “una intesa in Parlamento per un nuovo governo” che porti a indicare mercoledi’ qualcosa di concreto: il nome di un premier e un quadro programmatico, oltre alla necessaria maggioranza. Ma Mattarella va oltre e spiega che ci sono alcuni partiti, dalla Lega a FI che hanno chiesto “ulteriori verifiche”. Certo il Presidente non e’ tenero nel ripercorrere le tappe della crisi e spiega che avrebbe preferito “decisioni sollecite”. Tempi solleciti che alle delegazioni che erano salite al Quirinale oggi aveva quantificato in modo molto secco: se si va un governo bene, altrimenti le elezioni si devono tenere entro la fine di ottobre. Scartando il week end dei Santi, arrivare fino al 10 novembre per Mattarella era considerato troppo in ritardo rispetto ai tempi necessari per il varo della manovra, quindi il 27 ottobre era assai piu’ consigliabile.

La crisi nata per “una dichiarata rottura polemica” tra M5s e Lega, ha ricordato stasera il Presidente “va risolta all’insegna di decisioni chiare e in tempi brevi”. “Lo richiede l’esigenza di governo di un grande Paese come il nostro”, alla vigilia di decisioni come quella sul commissario Ue e le incertezze politiche ed economiche che devono essere affrontate con un chiaro bilancio per il 2020. Ai tanti dubbi sulle scelte e sulle procedure il Presidente ha risposto ricordando che: difronte a tali esigenze e’ possibile solo un governo politico con un programma chiaro (dunque no a governi di minoranza o di scopo o ponte), se non c’e’ un governo si va a elezioni (decisione “da non assumere alla leggera” dopo un solo anno di legislatura ma “necessaria” se in Parlamento non c’e’ una maggioranza), il Presidente ha “il dovere ineludibile” di “non precludere” una maggioranza parlamentare come e’ avvenuto un anno fa (dunque se una maggioranza si verifichera’, anche se non gradita a uno dei principali partiti espressi dal voto alle europee, sara’ impossibile non farle esprimere un governo).

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Ecco dunque la spiegazione, Costituzione alla mano, del perche’ Mattarella dara’ tempo a M5s e Pd di raggiungere un’intesa, pronto a verificare in tempi celerissimi se invece ne emergera’ un’altra (il cosiddetto secondo forno). Le telefonate seguite alle consultazioni, non decisive, hanno fatto capire al Presidente che uno spiraglio per un accordo era possibile. Il count-down del Colle e’ partito, da mercoledi’ i tentennamenti saranno cronometrati in ore, non piu’ in giorni, poi ci saranno solo le elezioni.

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